Teatro Impiria: un teatro, due spettacoli

di admin
Al Teatro Camploy si va dal Futurismo di Marinetti alla classicità di Shakespeare.

Doppio appuntamento per il gruppo teatrale diretto da Andrea Castelletti che nei giorni di sabato 12 e domenica 13 febbraio presenta presso il Teatro Camploy di Verona due delle migliori produzioni targate Impiria.
Sabato 12 ore 21, con replica domenica 13 ore 16.30, andrà in scena “Sognavamo di vivere nell’assoluto”, lo spettacolo che ha incantato tutte le platee raccontando la vera storia di un gruppo di giovani artisti di provincia, che negli anni Trenta del Novecento cercarono nuove frontiere nella pittura, nella musica, nella scultura e nella letteratura, aderendo con entusiasmo al movimento futurista. Sognarono di cambiare il mondo attraverso l’arte. Il dramma ruota intorno alla figura di un pittore, Albino Siviero ribattezzato Verossì da Marinetti, che condivise l’ideale futurista e morì tragicamente, ucciso da un tedesco in ritirata il 26 aprile 1945, il giorno dopo la liberazione. Lo spettacolo, scritto da Raffello Canteri per la regia di Andrea Castelletti è un’opera di forti passioni – l’amore, la morte, la volontà di azzerare il passato per costruire un radioso futuro – collocate storicamente nell’ambito di un tempo sconvolto dal fascismo e culminante nella tragedia della seconda guerra mondiale, che finisce per travolgere i sogni e la vita degli stessi protagonisti. In scena l’attore Sergio Bonometti e la ballerina Marisol Trematore, accompagnati dal trio musicale di Giovanni Ferro. L’allestimento torna a Verona dopo aver partecipato a Festival nazionali della stagione scorsa vincendo diversi premi come miglior spettacolo, miglior regia e miglior attore.
Domenica 13, ma alle ore 21, sempre presso il Teatro Camploy, nell’ambito della manifestazione “Verona in Love” andrà in scena “Giulietta, Romeo e i motivi dell’amore”, un originale adattamento di Castelletti del “Romeo e Giulietta” di Shakespeare. L’allestimento, che ha debuttato per l’Estate Teatrale Veronese nel 2009, si è fatto particolarmente apprezzare per la bravura degli interpreti e per l’originalità della costruzione scenica, realizzata di soli scatoloni in continuo movimento. Per questo lo spettacolo è stato selezionato per l’apertura del Festival d’Arte Drammatica di Pesaro dello scorso anno nonché per i Festival Internazionali di Teatro di St.Anton in Austria e Lugoj in Romania, mentre in settembre volerà in Canada per il Festival di Mont-Laurier. In scena due soli attori, Romeo (Alberto Castelletti) e Giulietta (Pamela Occhipinti). La storia parte dalla fine: sono morti. Le loro anime non sanno chi sono, cosa sia successo, non sanno nemmeno di essere morti. Lentamente però incominciano a ricordare, a sprazzi, e con qualche incertezza si riconoscono, ricostruiscono gli ultimi accadimenti, raccontano l’uno all’altro ed a sé stessi cosa è successo, sino a scoprire la tragica verità della loro morte. Tutte la parole sono di Shakespeare, mentre le musiche sono quelle dei grandi compositori che si sono ispirati ai due amanti veronesi: Rota, Bellini, Gounod, Tchaikovsky, Berlioz, Prokofiev. Dopo questa replica per Verona in Love, in marzo lo spettacolo è chiamato a Roma per quattro giorni di recite.

Condividi ora!