Il neonato morto a Bologna apre una discussione sulle finalità delle leggi dello Stato!
di adminHa fatto scalpore anche che si tratti di un bimbo italiano, di genitori italiani, e non immigrati sbandati reietti privi di lavoro e Patria. Ora, la ruotine prevede, l’apertura di indagini legali per capire di chi è la colpa. A me ha fatto specie di non aver sentito commentatori interrogarsi sul perchè due genitori italiani non vogliano l’aiuto dello Stato per crescere i figli, perchè, stando a quanto affermato hanno mentito spudoratamente sulle loro situazioni economiche e personali rifiutando qualunque intervento che poteva salvare la vita di quel neonato? Se una madre ed un padre hanno aspettato fino all’ultimo a portare il figlio in ospedale, vuol dire che avevano a cuore la vita di quel bambino, di chi o di cosa avevano paura per non muoversi prima? Avevano forse paura delle caritatevoli ed amorevoli istituzioni statali e comunali? Avevano paura di vedersi espropriati dei loro figli di serie B? Ma i figli sono di chi li fa, della società o della collettività? Sono problemi che chi cerca il bene dei bambini forse non si pone con la dovuta pertinenza ma, vengono evidenziati in questi casi limite. E poi, occorre impedire che chi non ha i mezzi economici per educare correttamente, secondo i canoni sociali imperanti, i figli devono essere allontanati dalla tutela genitoriale, indegna e violenta, e deve pensarci lo Stato? E fino a che punto? Sono temi questi che quando si impostano mettono in dubbio leggi sociali che vanno contro le leggi naturali, e su cui si deve pensare. Un dato mi appare chiaro, la tutela dei minori non può essere disgiunta dalla tutela della famiglia che viene tutti i giorni attaccata. Altrimenti, giusto o sbagliato che sia, chi paga è il debole, l’indifeso, il neonato, proprio colui che si vuol aiutare. Ognuno vuol decidere della propria vita ed il singolo individuo, cercherà legittimamente, secondo le leggi naturali, di sfuggire alle regole e cercare una soluzione personale creando grave nocumento a se ed ai suoi cari, ma questo sta nelle cose. Si rischia di essere più realisti del re non considerando che, a dispetto di finti egualitarismi dichiarati, la vita mostra figure di serie A, B o C, e una persona vive dignitosamente la propria vita, nelle categorie diverse, purchè sia rispettata la sua dignità. Il tema è ampio e queste brevi riflessioni servono solo ad aprire la discussione e a far riflettere, in attesa di altri che sapranno sicuramente fare di più e meglio.
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