Bene il Papa, pragmatica la Cina!

di admin
Il giorno di Natale il Sommo Pontefice ha fatto bene a sollevare il tema dei cattolici repressi in varie parti del mondi tra cui la Cina.

La  risposta adeguata della Cina non si è fatta attendere, ha oscurato  il messaggio è questo appello che considera una ingerenza nei propri fatti interni  con il  consueto pragmatismo ispirato dal fondatore della Cina  moderna Deng Xiaoping «Non importa se un gatto è bianco o nero, finché cattura i topi.». In un Paese in cui, in un delicato equilibrio, convivono centinaia di razze e di religioni, concetti come libertà di pensiero e di parola, apprezzabili in  occidente, suonano come sberleffi o peggio, potrebbero avere l’effetto di virus  che una volta inoculati  spazzeranno via la potenza cinese e la crescita culturale del popolo. Le nostre convinzioni suonano, a volte, risibili  concetti  educativi culturali in pacchetto da esportazione; i nostri modelli morali religiosi hanno fatto disastri  nei secoli passati nelle  pietose popolazioni da cristianizzare gradualmente (con la croce o con la spada),  ma, allora,  essendo  l’occidente  potenza  militare vincente è stato facile far passare al volgo come dura legge dell’educazione e della crescita culturale, genocidi di etnie e di culture, dopo aver depredato il depredabile!  E’ giusto invocare la crescita verso concetti  come libertà e democrazia, ed il Papa ha il dovere di farlo, otre che il diritto, ma certi lussi democratici nei  tempi moderni, schizofrenici e rutilanti, non si addicono  a chiunque e  non consentono errori. Se, spesso, a  noi stessi, esportatori di democrazie,  la rappresentanza democratica la vediamo malata ed incapace di gestire i problemi sociali; se ci crea dubbi e lascia spesso a desiderare; se l’accettiamo come forma imperfetta solo in virtù di prove  passate assai negative, cosa potrebbero pensare e soprattutto  come potrebbero reagire popoli abituati agli stenti, al giogo, alla violenza, alla pena di  morte? L’esempio ghandiano ha impiegato decenni dopo secoli di apprendimento meta cognitivo derivante dalla convivenza con la cultura anglosassone. Come pensiamo di  modificare rapidamente  senza  eccessi  culture  che vivono la loro vita dignitosamente? Perché, poi, dobbiamo noi imporre un  modello di vita drastico e  incomprensibile modificando il concetto di dignità  personale di uomo, vero uomo, che vive ignudo e si nutre di cavallette per inculcargli, ipso facto, i nostri bisogni ed i nostri virus? Pensiamoci prima di sparare certi titoli sui media!

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