A spaccare le vetrine sono stati i carabinieri?

di admin
Secondo certi giornalisti che vivono in virtù del principio di libertà che in un sistema democratico vige

(ma tutti principi quando sono esacerbati e non contemperati finiscono per violare altri  diritti costituzionalmente tutelati),   vi sono dei dubbi, vi sono degli interrogativi  inquietanti, ci sono zone d’ombra in chi  ha causato danni per milioni in quel di Roma. Invece le responsabilità personali  sta alla magistratura accertarle, quelle politiche ed economiche sono di chi finanzia ed organizza queste manifestazioni non impedendo infiltrazioni e non usando le necessarie cautele (una volta c’erano servizi d’ordine autogestiti) per dividere chi legittimamente manifesta da picchiatori e delinquenti e sobillatori. A vedere, sentire e leggere certi resoconti il problema principale sono le forze dell’ordine, perché  impugnavano le armi durante  violente manifestazioni e  perché certi pubblici ufficiali vanno armati a fronteggiare i dimostranti. Certi giornalisti, che hanno fatto carriera solo grazie a tutele e parentele politiche e che vivono di soldi pubblici non si sono  accorti che oltre  a questi armati che giravano legittimamente per Roma c’erano  centinaia di persone che assistevano e che passavano per caso di lì durante la manifestazione, facendosi arrestare per sbaglio, e se si fermavano lo facevano  solo perché incuriositi che qualche  giovane  spaccava la vetrina di  questo o quel negozio con un palo di ferro o incendiava un’auto o infrangeva  le auto blindate. Ovviamente non si citano le solide basi culturali di gente contro  tutto e tutti, associali incalliti ed organizzati, che hanno prodotto queste anomalie incappucciate. Ovviamente è facile indagare tra le forze di   polizia che hanno nome e cognome, che sono giovani spesso impauriti  i quali  vengono  mandati li a difendere gli  interessi pubblici, anche miei. Di costoro si parla solo quando muoiono, ed allora sono eroi! Non si può parlare di loro  nella normalità? Ovviamente, le forze di polizia hanno responsabilità maggiori  di qualche scatenato teppista ,e  in questo frangente l’hanno  pienamente dimostrato, ma non si può accettare che i feriti siano dimenticati. Perché questi  giornalisti non vanno ad intervistare  tutti quei poliziotti che sono finiti  al pronto soccorso? Perché  solo il Capo della Polizia  ha difeso il ruolo dell’istituzione, che sta attraversando  momenti di difficoltà economica come il resto del Paese, e certi capi partito non vanno negli ospedali  a sincerarsi delle condizioni  fisiche di questi servitori dello Stato e a testimoniare loro la vicinanza? E ancora, nessuno si è ricordato di dire a tutti quei bravi cittadini che  assistevano, fotografi e cameramen compresi, che assistere ad un reato e non  denunciare o testimoniare sottraendosi a questo dovere civico è in Italia riprovevole se non un reato. Se uno non soccorre un cittadino in difficoltà  che ha bisogno di aiuto, viene denunciato per omesso soccorso, e se non va a testimoniare  dicendo quello che sa è omertoso. Questa ulteriore lezione  di vita che, nè la giustizia nè la politica riesce con mille parole a far dimenticare, fanno perdere di credibilità allo Stato e fa ritrarre quelli che vorrebbero fare qualcosa, ma sono economicamente e culturalmente deboli, a vantaggio dei prepotenti  dei violenti, di chi  ci guadagna dal caos, di quelli che conquistano le pagine dei giornali e i video televisivi solo per questo. Le risposte più sbagliate sono quelle emotive per cui pensiamoci un po’,ma intanto per non  inquinarci intellettualmente  suggerisco ai giovani, ai deboli, agli indifesi  culturalmente ed economicamente di spegnere la Tv ed esprimere col voto, pieno dissenso su tutto ciò che anche minimamente contribuisce a questa violenza, tappandosi il naso  sul resto.

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