Un protocollo per formare imprenditori e cittadini solidali

di admin
Imprenditorialità etica: è questa la parola chiave del protocollo sottoscritto da Regione del Veneto, Ufficio Scolastico Regionale, Fondazione delle BCC/CRA (Banche Credito Cooperativo e Casse Rurali) della Provincia di Vicenza e sostenuto dalla Provincia di Vicenza, trovando realizzazione nel vicentino.

Il protocollo è un accordo sul progetto “Crescere nella cooperazione”,  finalizzato alla promozione all’interno delle attività scolastiche di progetti didattici per lo sviluppo del senso di cittadinanza, di conoscenza della cultura e della storia locale, con particolare riguardo al riconoscimento e alla comprensione della categoria economico-etica della cooperazione e della cultura cooperativistica.
A firmare il protocollo d’intesa l’Assessore Regionale alla Scuola Elena Donazzan, il Direttore dell’Ufficio scolastico regionale Carmela Palumbo e il Presidente della Fondazione BCC/CRA della Provincia di Vicenza, Giancarlo Bersan. Presente anche l’assessore all’Istruzione della Provincia di Vicenza Morena Martini e il provveditore agli studi di Vicenza Franco Venturella, insieme a molti rappresentanti delle BCC vicentine.
“La collaborazione in atto con questi Istituti di credito – ha così aperto l’incontro l’Assessore Provinciale Morena Martini – è per noi uno strumento importante. Nel caso specifico educare alla cooperazione e al risparmio significa educare i giovani ad essere cittadini attivi, responsabili e consapevoli di quello che c’è attorno a loro. Scuola e Lavoro sono temi fondamentali, ma è altrettanto importante far crescere l’uomo che c’è dentro ognuno di loro fin dalle scuole elementari”.  
Il Protocollo promuove azioni concrete nell’ambito delle normali attività scolastiche. I progetti didattici partono proprio dalle aule vicentine per educare i ragazzi fin dai banchi di scuola alla solidarietà e alla condivisione dei bisogni. “Costituiremo delle cooperative nelle scuole, con tanto di Presidente, consiglieri e soci che amministreranno le risorse ricavate da attività della piccola cooperativa sperimentale- spiega il Presidente della Fondazione Bersan. Un banco di prova per incentivare i giovani in tutta la nostra provincia a investire in sé stessi e nel gruppo che condivide quel progetto, contribuendo quindi a sviluppare il senso di cittadinanza, ad acquisire comportamenti civilmente e socialmente responsabili di partecipazione democratica oltre che di conoscenza della cultura e della storia locale. Siamo certi che questo potrà essere un valido aiuto all’economia e a nuove forme di imprenditoria e di sviluppo”.
“In questo percorso- ha ribadito Leopoldo Pilati, coordinatore del comitato dei direttori delle BCC/CRA Vicentine-  le Banche di Credito Cooperativo (10 in Provincia di Vicenza per una rete di 130 sportelli, mille dipendenti e 27 mila soci) assolvono finalmente anche nella formazione dei giovani alla loro mission, promuovendo concretamente con lo spirito di cooperazione i valori della mutualità, della socialità e della sussidiarietà”.
“Ho trovato interessante e stimolante la proposta che mi è venuta dalla Fondazione delle BCC/CRA Vicentine- dichiara l’Assessore regionale Elena Donazzan- perché ci dà modo di lavorare nelle scuole vicentine con un interlocutore esperto in questo settore. Gli alunni impareranno a costruire una cooperativa secondo strategie e procedure metodologiche predefinite (Associazione Cooperativa Scolastica) e ci saranno corsi per formare il personale docente interessato e coinvolto nell’iniziativa. Non sarà un’iniziativa estemporanea, ma un percorso duraturo nel tempo, che potrà portare molti frutti e magari far emergere proposte innovative e di eccellenza”.
Esigenza, quest’ultima, ribadita anche da Franco Venturella dell’Ufficio Scolastico Provinciale. ”Le esperienze diventano accrescimento ed educazione quando sono interiorizzate e questo accade solo se si mantengono costanti nel tempo e non restano iniziative estemporanee. Solo così si comincia a rispondere a quel progetto di Cittadinanza e Costituzione al quale anche i nostri studenti sono chiamati a rispondere. C’è bisogno di segnali concreti e non solo di principi”.

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