Salviamo l’Europa con gli eurobond, la Germania lo capirà?
di adminsta attento a non suscitare gelosie interne anche a costo di violare il tabù di rompere l’attuale embrione di Unione Europea. Ecco allora che la proposta avanzata da Tremonti di creare una sorta di bond europeo a salvaguardia della finanza europea, lascia quasi indifferenti i tedeschi. Loro stanno bene, non hanno debito pubblico e su quello pagano gli interessi più bassi di tutti. Loro merito e virtù si dirà, ma, quando si è sulla stessa barca, a remare sono chiamati tutti e se qualche nerboruto rema più forte degli altri rimane il fatto che costui, da solo, non andrebbe avanti che per qualche metro. La proposta, non nuovissima, in pratica, prevede che sia la BCE ad emettere i titoli che servono a seconda delle esigenze degli stati. Se i bond europei assorbissero tutti i bond dei singoli paesi in circolazione, tutte le economie sarebbero, almeno dal punto di vista monetario, alla pari, e pagheremmo tutti gli stessi interessi. Ora, invece, i più forti pagano meno e si rafforzano mentre i più deboli pagano di più, indebolendosi maggiormente. La speculazione, vera forza regolatrice del mercato senza regole, ha investito la Grecia per prima , poi l’Irlanda. Seguirà il Portogallo, poi, uno alla volta, tutti gli altri Paesi, perché il mercato non ha morale, non ha cuore, è solo una grande massa di singoli ordini che puntano al meglio, secondo le intenzioni degli operatori che muovono questi invisibili fili. Questo evidentemente alla lunga non regge e pone i singoli Paesi europei, con tutti i loro difetti in balia della finanza globale. Servirebbero regole mondiali condivise: utopia non realizzabile oggi. Il federalismo solidale deve attecchire anche nelle menti degli gnomi finanziari e delle Istituzioni creditizie, o se no, in Eurolandia si dirà:” Ragazzi abbiamo scherzato, marcia indietro, basta euro , basta Europa, basta Società delle Nazioni, tanto si sa che chi fa per se fa per tre”.
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