Fini e Casini bruciano la casa Italia!

di admin
La Lega resta l’unica realtà seria.

Uno a destra, uno al centro-destra, entrambi vanno nelle braccia della sinistra  di Bersani. Il duo pur di conquistarsi un po’ di potere e di poltrone di cui non  hanno potuto beneficiare in ossequio alla più retriva politica del tanto peggio tanto meglio, con gli italiani che arrancano per tirare avanti la baracca, non trovano di meglio che aggregarsi con il resto del mondo politico, Di Pietro e Pannella e Lombardo ecc., per sparare sul Governo Berlusconi. Povera Italia per quel che uscirà! E’ sicuro che tanti difetti e qualche errore a Berlusconi sono imputabili ma, l’alleanza Lega-Berlusconi ha saputo tenere la barra  dell’Italia ben salda in una crisi mondiale epocale. Questo lo sanno gli italiani e ne terranno conto se il reso del mondo giocherà la sua partita. Sanno che in Italia: dove tutti hanno potere e nessuno può decidere; dove le colpe sono sempre scaricabili a questo o quell’organismo, in modo che nessuno mai viene cacciato; dove per decidere di piantare un palo o di smuovere una foglia  occorrono due quintali di carte, magari bollate, e una, pressoché, unanimità degli enti coinvolti quasi sempre impossibile da determinare. Ma non basta,  se un gruppuscolo di attivisti si mette in mezzo alla strada può bloccare tutti e tutti e fregarsene delle regole, degli accordi presi a fatica e di chi li rispetta. Per fortuna c’è la Lega, che pur dovendo subire continui ricatti politici per portare a casa il federalismo, resta pulita e mantiene fede e saldo il impegno politico. È,  di fatto, nonostante i continui tentativi di  denigrarla, l’unico partito popolare  interclassista che senza demagogia e con qualche eccesso orale tiene alta la bandiera della moralità e dei valori. Non chiede inciuci, non chiede accordi sottobanco, chiede chiarezza che in molti a Nord e a Sud apprezzano. Aborrisce la vecchia politica che in certi enti del Sud, si aggrappa al sottobosco del potere politico per poter sopravvivere. Quando anche al Sud capiranno che  la politica locale non si può fare con assunzioni irresponsabili e finto interesse di facciata, ma tagliando i fili col voto di scambio e di interesse,   responsabilizzando gli amministratori col federalismo, lasciando che la politica  mediando fra le soluzioni possibili scelga assumendosene direttamente le responsabilità, altrimenti dalla prima repubblica non usciremo mai.

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