Incontro con ad di Ferrovie dello Stato Moretti per nuovo tracciato ad ovest

di admin
Il progetto preliminare del 2004 per il passaggio a Verona dell’alta velocità, che prevedeva l’attraversamento dei quartieri di San Massimo, Chievo e la Sorte, verrà abbandonato a favore di una soluzione alternativa che preveda il passaggio della linea ferroviaria ad ovest, salvaguardando i quartieri.

Questi in sintesi gli orientamenti emersi oggi nell’incontro fra il Sindaco Flavio Tosi e il vicesindaco Vito Giacino con l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato SpA Mauro Moretti, al quale sono state presentate in modo analitico le criticità del progetto preliminare del 2004, mettendole a confronto con i vantaggi derivanti alla città da una diversa ipotesi di tracciato. Alla riunione hanno partecipato il Sottosegretario all’Economia e Finanze Alberto Giorgetti, il Commissario europeo per il Corridoio 1 Mauro Fabris, l’Assessore regionale alle Infrastrutture Renato Chisso, il Presidente della Provincia Giovanni Miozzi e il consigliere di amministrazione di Ferrovie dello Stato Stefano Zaninelli. Nell’incontro odierno si è stabilito di modificare entro Natale l’accordo di programma Comune-Provincia-Regione-Italferr, precedentemente stipulato e di redigere entro giugno il progetto preliminare del nuovo tracciato alternativo. “L’approvazione di questo nuovo  tracciato – ha detto il Sindaco Tosi –  rappresenterebbe sicuramente un enorme sollievo per i quartieri interessati, che anziché essere penalizzati, potrebbero contare su nuovi spazi sui quali realizzare opere alternative come piste ciclo-pedonali o nuovi percorsi per il trasporto pubblico. Si ricompatterebbe inoltre il tessuto urbano, evitando un cantiere che sarebbe molto pesante da ospitare in piena città e si troverebbe una soluzione assolutamente compatibile anche dal punto di vista ambientale. Per quanto riguarda i costi – ha concluso Tosi – riteniamo che, facendo le giuste mediazioni, si possa ottenere un progetto economicamente sostenibile: per consentire il rispetto dell’ambiente, in Trentino Alto Adige sono state fatte delle previsioni di costo altissime; lo stesso rispetto per l’ambiente, quindi, dovrà essere perseguito anche nella nostra città”. “Oggi per Verona è una giornata storica – commenta il vicesindaco Giacino – siamo riusciti a bloccare definitivamente il progetto del 2004, al quale la Giunta Zanotto aveva dato parere favorevole, che prevedeva il quadruplicamento  a raso della linea ferroviaria esistente, con un impatto devastante sul territorio e conseguenze pesantissime per la qualità della vita dei quartieri ad ovest della città. A quel progetto il “sistema Verona” si è ribellato, bloccandone nell’agosto 2007 l’approvazione al Cipe e sollecitando Ferrovie dello Stato nel 2009 a predisporre uno studio di fattibilità per la modifica del tracciato, che preveda  il passaggio della linea ferroviaria  ad ovest dei quartieri, per un terzo in trincea e per due terzi in galleria artificiale. Questa proposta, che oggi abbiamo illustrato all’ingegner Moretti, mettendola a confronto con le criticità del progetto precedente, oltre ad un impatto territoriale assolutamente minore,  risulterebbe anche di più facile realizzazione per le stesse Ferrovie, visto che comporterebbe l’esproprio di un solo edificio contro i 53 edifici, tra civili e industriali, che sarebbero stati espropriati con la precedente ipotesi. Questo progetto inoltre permetterebbe di ricucire dal punto di vista urbanistico le due parti della città che oggi sono separate dal passaggio della linea ferroviaria  – conclude Giacino – recuperando 200 mila metri quadri di collegamento ciclopedonale fra i quartieri”. “Oggi abbiamo verificato una comune convergenza a trovare per Verona una soluzione migliore – ha commentato al termine della riunione l’ingegner Moretti – quello presentato dall’Amministrazione comunale è un ottimo progetto dal punto di vista urbanistico, perché ricuce la frattura fra le due parti della città: lavoreremo insieme, quindi, per cercare di renderlo economicamente sostenibile”. “Il tema fondamentale è ovviamente quello delle risorse – ha detto Fabris –  ma oggi abbiamo comunque messo un punto fermo: aggiornare l’accordo di programma in tempi brevi, in modo da poter ripartire a lavorare su una nuova ipotesi, accantonando il progetto precedente”. 

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