Tosi replica a segretario PD
di admin“Il bando per 93 nuove licenze per somministrazione di alimenti e bevande nel Comune di Verona non è la linea del Piave del 1917: l’unico accecato che confonde un provvedimento di razionale sviluppo di questa tipologia di attività commerciale per il ‘non passa lo straniero’ è D’Arienzo. D’altra parte credo che anche a lui, dipendente statale, sia stata richiesta la conoscenza della lingua italiana senza che sollevasse per questo alcuna protesta contro la xenofobia”. Questa la replica del Sindaco di Verona Flavio Tosi al segretario provinciale del PD. “Pretendere che, nella quarta città turistica d’Italia, i titolari di pubblici esercizi conoscano almeno la lingua italiana (meglio se ne conoscono anche altre) – aggiunge Tosi – mi pare il requisito minimo richiesto dal buon senso; d’altra parte, Verona è piena di residenti stranieri (oltre 32.000) che, da qualunque parte del mondo provengano, devono, per poter lavorare e integrarsi, conoscere l’italiano anche se non glielo chiede il Comune. Il bando è stato concepito per favorire l’inserimento di nuovi soggetti che non esercitino già in proprio questo tipo di attività, per evitare la creazione di catene commerciali e agevolare la creazione di nuove attività da parte di chi oggi è lavoratore dipendente. La cifra d’ingresso richiesta dal bando è decisamente contenuta, perché il valore del rimborso parziale delle spese sostenute dall’Amministrazione comunale per gli esercizi commerciali (pulizie stradali aggiuntive, vigilanza della Polizia Municipale ecc.) è un costo standard, sottostimato e comunque inferiore al valore attuale di subentro delle licenze a Verona; mi meraviglio che D’Arienzo, proprio per la professione che svolge, lo ignori”. “Oltre al bando – conclude Tosi – c’è anche un regolamento che suddivide la città per zone e impedisce lo spostamento di attività da una zona all’altra: in questo modo chi possiede e valorizza con la sua professionalità una licenza in una determinata area non rischia di vedersela svalutata da nuovi arrivi indiscriminati, come vorrebbe invece il Pd che cita le finte quanto microscopiche liberalizzazioni di Bersani, che invece di liberalizzare alcuni settori dell’economia del Paese hanno rischiato seriamente di eliminare e mettere in ginocchio soprattutto il piccolo commercio, vitale per i centri storici e per città turistiche come Verona”.
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