Sostenere il Banco, sostenere Verona!

di admin
I dipendenti scendano in campo, ma la società li premi con il diritto di voto.

Credo che sia fondamentale  prendersi a cuore le sorti del Banco popolare per i veronesi. Credo assolutamente necessario che i dipendenti  della Banca  Mutua, ora abbiano a cuore le sorti della loro società e dell’intera provincia.  Il mercato finanziario si sta sgretolando giorno dopo giorno,  inducendo timori  e paure anche nelle persone più fiduciose erroneamente. Bufere finanziarie ce ne sono state altre, ci sono state delle guerre mondiali nella vita del Banco, la società negli oltre cent’anni di vita ha vissuto tragici momenti con  il paese  distrutto e l’economia inesistente, con case distrutte e fabbriche inesistenti, eppure il Banco è risorto. Oggi  non siamo in quelle condizioni è solo  l’incertezza del futuro che ci fa pensare  malamente. La crisi è di carta e con la carta  sarà risolta. Quando i nostri  governanti se ne accorgeranno  e penseranno meno alle questioni  dei singoli paesi e più in globale, metteranno mano  agli euro come ha fatto la Fed ed in un attimo risolveranno il problema ridando fiducia al mercato, elemento che oggi latita  fortemente e che crea questi guai. Dal nostro canto, l’economia veronese ed italiana è fortissima,  sia nel settore agroalimentare industriale, sia nelle manifatture, per cui  pur ridimensionata  del 5 o 10% resteremo un’economia vitale tra le prime al  mondo. Il declino o meno dipenderà da noi europei e da noi italiani, ma non  è dietro l’angolo e non  investirà  che marginalmente le nostre generazioni. Per cui è matematico che questa crisi  sarà superata, ed una banca  di cui solo  la metà è valutata  e richiesta per oltre 3 mld, non può ragionevolmente  restare  per l’intero a valori  di borsa sui 2 mld.  La ripresa dei valori ci  sarà e quindi  occorre un  po’ di pazienza. Soldi  liquidi in giro ce ne sono ,la strategia di uscita dalla crisi  che  alcuni Paesi stanno affrontando è la prova  che sta per iniziare un ciclo economico positivo, sarà lento, ma sicuro. Oggi  però  la società deve chiedere ai propri dipendenti uno sforzo economico e proprio a coloro  che hanno beneficiato  della grande forza del banco, si deve chiedere di partecipare, credo che in molti a Verona non vedrebbero l’ora, ma  occorre togliere una norma statutaria discriminante che ha impedito  finora questo: anche i soci veronesi devono poter divenire  soci azionisti, altrimenti   non si capisce  perché gli sforzi li debbano fare solo gli altri  traendone i relativi vantaggi. E’ bene che in questa assemblea di sabato 11 dicembre  2010 si segni  una svolta e che  il presidente annunci che anche i soci possessori di azioni potranno dalla prossima assemblea di maggio divenire soci a pieno titolo, allora i soci dipendenti veronesi avranno la voglia e la responsabilità di sostenere la propria banca e di partecipare fino in fondo alle scelte strategiche, cosa che per ora è lasciata solo ai dipendenti non appartenenti  alla storica Mutua.

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