Imprese, sindacati e Spisal assieme per la sicurezza

di admin
Siglato un protocollo d'intesa per una maggior sorveglianza e formazione nei cantieri a chiusura del convegno sulla sicurezza di Ance Verona .

Intanto l’Ance scende in piazza il prossimo 1 dicembre.
Imprese, sindacati e Spisal assieme per controllare il rispetto delle norme nei cantieri e formare i dipendenti. E’ il contenuto del protocollo d’intesa siglato oggi tra Spisal e Cpt (Comitato paritetico territoriale della provincia di Verona) siglato oggi, a chiusura del convegno “L’organizzazione e la gestione della sicurezza nella filiera delle costruzioni”, organizzato da Ance Verona in collaborazione con le sigle sindacali di settore Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil. Una collaborazione che è indizio di “Una silenziosa rivoluzione copernicana”. Così il Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Verona, Mario Giulio Schinaia , ha definito la sempre maggior attenzione delle imprese edili per la sicurezza sul lavoro:
“Gli imprenditori edili si interessano non solo dei costi e dei danni e sanzioni relativi agli infortuni del dipendente, – ha spiegato Schinaia ma della salvaguardia della salute e della tutela dell’economia legale. La legalità è fondamentale in una realtà ricca di opportunità di investimento come quella veronese dato che le infiltrazioni dell’economia illegale si fondano sul mancato rispetto delle regole”.
Il rispetto delle regole della sicurezza sul lavoro induce una progressiva e costante diminuzione degli infortuni: secondo i dati forniti da Franco Polosa, direttore dell’Inail, nei primi nove mesi del 2010, gli incidenti nei cantieri sono diminuiti del 15% rispetto al medesimo periodo del 2009, da 1398 a 1153.
“Le imprese iscritte all’ANce sono in regola – commenta il presidente di Ance Verona, Andrea Marani – ma si trovano a competere con migliaia di imprese, come risulta al Registro delle Imprese scaligero che non si sa bene quali norme rispettino. La sicurezza e il rispetto delle regole hanno un costo, ma è sempre inferiore al costo sociale che la comunità deve pagare in termini di infortuni sul lavoro. Le nostre imprese lo sanno e collaborano attivamente con tutti gli enti pubblici. Di questo orientamento, però gli enti e le istituzioni dovrebbero tenerne conto andando incontro alle necessità delle imprese. Sbloccando i pagamenti, semplificando la burocrazia, abolendo l’Iva del quarto anno, estendendo all’edilizia gli ammortizzatori sociali previsti per l’industria, insomma lasciandoci lavorare. Per questo scenderemo in piazza a Roma, il prossimo 1 dicembre, per richiamare l’attenzione del Governo sulla crisi senza precedenti che sta colpendo il settore: sono 250mila i posti di lavoro persi”.
Problema sottolineato anche da Giorgio Dal Negro, presidente dell’Anci: “abbiamo le mani legate da una burocrazia che penalizza anche i Comuni, a cominciare dal Patto di stabilità. Siamo un paese bizantino, siamo convinti che nel momento in cui abbiamo steso leggi e protocolli abbiamo risolto il problema. Non è così. Quando un sindaco appalta un’opera con il 50% di ribasso sa bene che ci saranno incidenti nel cantiere, che l’opera non sarà di qualità e che poi saranno necessari tutta una serie di interventi di rivalorizzazione. Non si può ragionare continuamente al ribasso”.
Sulla sottovalutazione del rischio nei cantieri, è intervenuta Manuela Peruzzi, direttore dello Spisal, proiettando foto di cantieri a rischio di cadute dall’alto o di seppellimento per il crollo di murature o terrapieni di contenimento. La Peruzzi ha ribadito l’attiva azione di vigilanza dello Spisal nei cantieri. Un altro fattore di rischio nel cantiere è il moltiplicarsi della presenza di figure esterne, i lavoratori, per la catena dei subappalti. Fattore ribadito dall’avvocato Luigi Meduri nel suo intervento sull’adozione del modello organizzativo nel settore delle costruzioni a Verona.
“A volte l’idraulico o l’elettricista – ha aggiunto Meduri – impiegano più persone nel cantiere dell’impresa stessa e spesso conoscono la normativa. I modelli organizzativi rendono possibile il far conoscere le regole della sicurezza e le norme anche ai subappaltatori, con i quali però, il rapporto va rivisto e contrattualizzato con maggiore attenzione, includendo le regole di sicurezza, poiché la responsabilità della sicurezza nel cantiere è dell’impresa appaltatrice”.
L’adozione di modelli e procedure standard, infatti, può contribuire notevolmente a ridurre i rischi di incidenti sul lavoro oltre a promuovere una gestione manageriale dell’impresa edile, ma rimangono fondamentali la prevenzione e il controllo.
“L’Operazione cantieri sicuri – ha affermato il Vice Prefetto vicario Olita – ha coinvolto tutti gli enti preposti ai controlli, verificando le regolarità non a scopo repressivo, ma a scopo preventivo, abbiamo potuto contare anche sulla collaborazione di aziende e sindacati per la formazione del personale sulla sicurezza. IN questo senso, l’Osservatorio delle costruzioni, gestito dalla Cassa Edile, sarà uno strumento prezioso per una maggior trasparenza e sicurezza nei cantieri”.
Parole che vedono d’accordo anche i sindacati: “L’osservatorio è la base per fare in modo che la sicurezza diventi una pratica, non un vincolo burocratico – spiega Stefano Facci, Fillea Cgil – ma bisogna lasciare lavorare le aziende per questo scenderemo in piazza il 1 dicembre: per continuare ciò che abbiano iniziato con gli stati generali nel 2009. Perché già allora avevamo chiesto interventi urgenti per sostenere l’edilizia. Il settore edile si è preso la propria responsabilità da anni, oggi prima di entrare in cantiere ogni lavoratore deve affrontare un percorso formativo di 16 ore in cui impara l’abc del cantiere sicuro”.

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