Nella verde Irlanda, macelleria sociale per salvare la finanza! E in Italia?

di admin
La verde Irlanda sta per dichiarare bancarotta, è al verde.

A parte il gioco di parole, la crisi  irlandese si è schiantata sulle fragili economie  di un’Europa scossa dalla crisi facendo bruciare alle già bastonate Borse europee decine di  miliardi di euro. La manovra messa in campo, un po’ obbligata, è quasi di 15 mld di euro in  pochi anni; fatte le debite proporzioni è come se in Italia se ne facesse una di tagli con almeno 150 miliardi. Vedremo se il popolo irlandese accetterà questa macelleria sociale che si tradurrà, tra l’altro, in licenziamenti del personale pubblico e riduzioni di capisaldi sociali, quali le pensioni. Da noi per ora niente di tutto ciò. Ed allora come spiegare le barricate che alcuni  movimenti  politici stanno sponsorizzando, senza pensare a queste possibili  conseguenze? La lotta politica è sempre stata dura, la piazza viene movimentata proprio a partire dai mal di pancia, ma a costruire in  pochi  pensano. Se in Parlamento si riuscirà a votare la legge di stabilità ( ex-finanziaria), è anche perché le opposizioni, interne ed esterne, al governo, temono e presagiscono aria di macelleria sociale anche da noi. Allora  non ci saranno le caste, le corporazioni a salvare il sistema Italia. E l’Europa, col suo malandato euro, non riuscirà a tener testa ad un grande Paese indebitato di fronte al crollo sociale. Allora come il mondo dice, apprezziamo l’azione di Tremonti, se non vogliamo far fallire l’euro corazza come ha preconizzato la cancelliera tedesca. Come fare? Si deve insister sul rigore, a partire da quello  morale; va richiesto da tutti  uno stop agli sprechi ed ai privilegi, a partire dai propri. Siamo abituati, e molti media ci campano sulle bassezze umane, a strillare. Se si toccano i medici, aiuto la sanità crolla, e non può essere; se tagli al cinema, il Presidente della Repubblica dice, giustamente, che non si progetta il futuro a partire dai tagli alla cultura; se tocchi le baronie dell’Università, guai; se metti mano alla casta degli avvocati, delitto di lesa giustizia, se non garantisci agli elettricisti  il loro albo che tuteli l’ignaro cittadino, siamo tutti  morti fulminati, se…, si potrebbe continuare all’infinito, o quasi. Tutti pretendono dallo Stato, tutti hanno già dato. Sta di fatto  che lo Stato è indebitato e molti italiani sono  così ricchi che per diversificare portano i loro soldi all’estero! Occorre  più senso di responsabilità  da tutti coloro che hanno  una tutela statale, a partire dai politici che rappresentano la quintessenza dei privilegi di tutte le caste. Ed allora come uscirne? I progetti sono pochi , ma occorre morigeratezza finanziaria e morale. Più etica. Un Paese riparte dalla sua cultura e premia chi vuole  impegnarsi, niente furbetti del quartierino, ma nemmeno  grandi finanzieri a spese dello Stato. Detto ciò, i guai sono  nati dalla finanza e da li si deve ripartire. Pochi credono nell’effetto monetario, eppure la crisi che subiamo ha origini finanziarie e in un sistema democratico si devono ripartire dalle cause. Non si può far pagare  ai cittadini irlandesi speculazioni (oggi, domani chi lo sa?) con tagli sociali  da brivido. Occorre riaprire i cordoni finanziari subito, ampliando la base monetaria, a partire da  M1, e poi usando le altre leve monetarie e non i tassi. Si è  distrutta ricchezza monetaria che va ripristinata, monitorando bene i gestori (non può essere che uno che ha fallito a gestire la finanza ci guidi verso il nuovo). Bene fa la Federal Reserve USA ad iniettare liquidità nel sistema, non possiamo assistere a suicidi  per carenza di carta moneta! I molti che non lo capiscono (ad es. la BCE) o pensano di essere in un sistema chiuso o di appartenere ad un   oligopolio e non a una democrazia. E questo è per aprire il tema, per cui, ovviamente, si accettano osservazioni costruttive.

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