Salviamo l’Italia… e gli italiani

di admin
Ultimo incontro sul passato, il presente e il futuro del Paese con Paul Ginsborg, storico e docente all’Università di Firenze, venerdì 26 novembre alle 18 nella sala conferenze della Fondazione Centro Studi Campostrini.

Salviamo l’Italia. Ma da cosa e da chi? Risponde alla domanda Paul Ginsborg, storico e docente di Storia contemporanea all’Università di Verona, durante l’ultimo incontro del ciclo Conoscere il passato, capire il presente, costruire il futuro. La storia d’Italia letta in contropelo venerdì 26 novembre alle 18 nella sede della Fondazione Centro Studi Campostrini, in via Santa Maria in Organo, 4, a Verona. L’incontro è moderato da Pierpaolo Romani, collaboratore della fondazione e coordinatore nazionale di Avviso Pubblico.
Paul Ginsborg analizzerà la storia d’Italia con sguardo da innamorato per far fronte a un sentimento generale di delusione di un paese dove «il senso di identità nazionale è stato profondamente minato da uno stato che si è rivelato spesso inadempiente, dotato di leggi complesse e incerte, di una pubblica amministrazione zoppicante e corrotta, di un sistema giudiziario dalla lentezza esasperante».
L’autore di origine inglese, che nel gennaio 2009 è diventato cittadino italiano, affronterà i problemi del Paese di oggi attraverso gli occhi degli uomini e le donne che lo hanno costruito. Solo così si può  capire come “salvare l’Italia” (espressione che dà il titolo al suo ultimo libro edito da Einaudi) mantenendo via la memoria e con essa la forza della democrazia.
La serata con Paul Ginsborg chiude il ciclo di incontri proposti dalla fondazione scaligera con l’obiettivo di offrire una lettura trasversale delle vicende nazionali dal secondo dopoguerra fino ai nostri giorni. Il ciclo è cominciato con l’intervento dello storico e archivista Andrea Di Michele, che ha ripercorso la metamorfosi sociale subita dall’Italia, un passaggio rapido da una condizione rurale di quasi totale analfabetismo, fino a diventare una delle prime potenze mondiali. Giuseppe Turani ha poi affrontato i punti focali della crisi economica del 2008 e della mancata reazione politica per risollevare il Paese attraverso l’investimento e la ricerca. Forte della sua esperienza come giornalista di finanza, Turani parte dal passato del miracolo italiano degli anni sessanta per arrivare  allo scoppio del conflitto sociale negli anni Settanta. Enzo Ciconte ha approfondito il tema delle mafie in Italia, in particolare della ‘ndrangheta, e del dilagare della criminalità organizzata negli ultimi cinquant’anni nel Nord Italia. Gian Carlo Caselli  ha invece messo a disposizione la sua esperienza come procuratore capo a Torino e a Palermo, per identificare le ragioni della nascita e le cause della sconfitta del terrorismo italiano, terrorismo di destra e di sinistra, ma con un’analisi approfondita della storia delle Brigate rosse.

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