Il Banco verso l’aumento del capitale.

di admin
Chi vende ora sarà penalizzato se l’aumento andrà in porto.

Siamo prossimi alla delibera di aumento del capitale sociale che, l’assemblea straordinaria dei soci dovrà  prender sabato 11 dicembre a Verona. Negli  ambienti della Fiera si deciderà  la nuova stagione del Banco Popolare, che da qualche anno alla guida del nuovo A.D. Saviotti, sta cercando di riprendere lo smalto di un tempo. La scelta era difficile in tempi come questi ma doverosa. Con questi nuovi capitali  richiesti  ai soci,  potranno essere consolidati i valori tradizionali che hanno costruito la forza della più importante banca popolare italiana. Crediamo che la scelta del Cda sia intervenuta dopo una attenta valutazione dei tempi e dei rischi, e che non sia una mossa della quale non si siano  curati nel dettaglio tutti gli aspetti al fine della buona riuscita. Se sarà così come io credo, con i due miliardi di capitale sottoscritti, allora  i soci  che son tornati a vedere crescere l’utile, potranno subito dopo vedere risalire le quotazioni a valori un po’ più credibili degli attuali. Se l’azione  non  avesse altro valore che il solo patrimonio, dimenticandosi il secolo di storia che le varie banche rappresentano, già questo dovrebbe valorizzare ben oltre gli attuali 3,3 euro, valore persino inferiore al nominale. Certo che il tutto sarebbe aiutato da un contesto nazionale ed internazionale più sereno, che ad oggi, pur essendo tecnicamente fuori dalla crisi, non è soddisfacente. Che fare allora? I soci faranno quello che credono a seconda delle loro aspettative, ma se l’aumento di capitale andrà in porto c’è da ritenere  che il corso delle azioni si riprenderà, ma è una riflessione non un suggerimento. Il Banco dovrebbe  intervenire col suo peso politico di banca di centinaia di  migliaia di soci e di milioni di clienti e dovrebbe promuovere iniziative  culturali e sociali finalizzate a far comprendere meglio il ruolo della banca, in specie quella popolare, al fine di avere una società civile, ma anche politica più attenta e socialmente più responsabile alle questioni economiche.

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