Inserimento sociale e lavorativo di persone condannate

di admin
Presentazione progetto “Immagin(AR)i”.

Stamattina, presso la sala Rossa del Palazzo Scaligero, l’assessore al Lavoro e Servizi sociali Fausto Sachetto ha presentato il progetto di inserimento sociale e lavorativo per persone condannate che scontano pene alternative al carcere.
Erano presenti: il magistrato di Sorveglianza, Lorenza Omarchi; la Garante dei Diritti dei Detenuti, Margherita Forestan; la rappresentante dell’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Verona e Vicenza (Ufficio che predispone per le persone condannate un programma individualizzato di espiazione della pena), Chiara Ghetti; per l’associazione Energie Sociali Onlus, il presidente Chiara Castellani e il coordinatore del progetto Cristiano Bolzoni. La rappresentante dell’associazione Quamproject, Giovanna Manganotti, e il rappresentante di Ripresa Responsabile, Giovanni Ceriani.
Il progetto denominato “Immagin(AR)i” prevede la realizzazione di una pubblicazione fotografica, risultato di un percorso formativo in grafica digitale, fotografia e impaginazione. Le competenze così apprese serviranno per l’inserimento lavorativo, cofinanziato dall’assessorato alle Politiche Sociali della Regione Veneto, in collaborazione con l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Verona e Vicenza e promosso dalla onlus “Energie Sociali” e Quamproject S.r.l., agenzia di marketing e comunicazione.
Il progetto si è articolato in tre moduli della durata complessiva di 64 ore ed è stato rivolto a sei persone in esecuzione penale esterna, con l’obiettivo di favorire il loro inserimento sociale e lavorativo, di facilitare l’adozione di modelli di vita socialmente accettabili e di migliorare le condizioni di accesso al mercato del lavoro. Grazie a questa iniziativa le persone coinvolte hanno potuto apprendere tecniche di fotografia, grafica e impaginazione che potranno essere utili per un loro futuro inserimento nel mondo del lavoro.
Assessore Sachetto: “Il progetto è un importante iniziativa di reinserimento lavorativo e sociale che coinvolge persone condannate, le quali possono scontare la loro pena attraverso misure alternative. Queste opportunità innovative permettono ad alcune persone di acquisire competenze professionali qualificate per il mondo del lavoro e di sviluppare un adeguato senso civico. La Provincia è sempre stata molto attenta a questi temi e mi auguro che, in futuro, si possa continuare, ampliando queste opportunità ad un numero sempre maggiore di persone”.
Omarchi/ magistrato di Sorveglianza: “Le soluzioni alternative alla pena detentiva sono uno strumento rieducativo molto importante perché forniscono una formazione professionale alle persone condannate. Allo stesso tempo, questo progetto ci permette di valutare e scoprire le loro capacità e i loro e mezzi. Inoltre, il percorso è stato utile per far apprendere i diritti e doveri del cittadino, in modo da impartire una significativa lezione sui principi e i valori autentici della nostra società”.  
Bolzoni/ Energie Sociali: “Il progetto è stato molto importante e significativo e ha dato modo di produrre una pubblicazione fotografica in numero limitato, con la quale le persone condannate hanno potuto esprimere tutta la loro creatività. Il materiale pubblicato riguarda il passato delle persone condannate, la famiglia e le emozioni che più li hanno accompagnati in questi anni, quali la solitudine e la trasgressione. L’insegnamento è stato suddiviso in varie sezioni riguardanti una parte tecnica, una fotografica ed una civica”.

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