Il cinque per mille va in ….. Afghanistan!
di adminStiamo osservando le ultime schermaglie sulla manovra finanziaria. E’
clamoroso il taglio del contributo del 5 per mille, che passa da 400 a 100
milioni. Milioni di persone che vivono in Italia, di volontariato e col
volontariato, autodestinadosi parte del proprio reddito, una sorta di
federalismo antelitteram, per poter gestire importantissime attività
sociali si sono viste falcidiare le risorse dalla legge di stabilità
proposta dal Governo. E’ incredibile la miopia del Governo italiano, e dei
nostri parlamentari, che preferisce destinare 750 mln di euro per un
semestre di attività militari all’estero ( secondo voi finiscono tutti per
servire la pace nel mondo?). Da tempo richiediamo una strategia di
ritiro rapido dei nostri militari dalle da zone ove i belligeranti non
sono per niente interessati a fare la pace e non vogliono l’ingerenza dei
Paesi stranieri. Anzi combattono e ci ammazzano perchè rappresentiamo per
loro il colonialismo. E’ emblematico il caso dell’Afghanistan ove la
presenza dei militari stranieri,oltre ai morti, costa molto economicamente
mentre la corruzione e le diatribe tra le varie tribù vengono spesso
risolte a suon di denari. Questo induce indignazione nelle società
occidentali e nonostante i ripetuti richiami internazionali (anche Barak
ha protestato più trasparenza) non se ne viene a capo. A cosa servono
quei soldi strategicamente? Forse a fare affari vendendo altre armi? Forse
a costringere questi paesi a comprare da noi merci? Forse per acquisire
prestigio internazionale che consente all’Italia di essere invitata al G8
in virtù del nostro attivismo sullo scacchiere del mondo? Sono ragioni
sufficienti per un a Nazione che si ritenga tra i grandi e non con le
classiche pezze al sedere, ma non quando le condizioni in cui interveniamo
invece che contribuire alla pace contribuiscono a creare terrorismo
mondiale e instabilità sociale nel paese. Se in certi Paesi il nostro
intervento è apprezzato e utilissimo (vedi Libano) è giusto sostenre questi
costi, altrimenti no.’ Allora, invece che pagare le spedizioni militari
per fare la guerra, teniamoci quei soldi per far intervenire l’esercito
sul nostro territorio quando serve, e teniamoci quei soldi per consentire
alla massa ingente dei volontari che usano con parsimonia quelle somme di
volontari di assistere i nostri bambini malati, ai ricercatori nelle
università di ridurre il gap cultare con il resto del mondo,e mille altre
attività in cui le varie onlus italiane sono in prima fila e sono il vanto
del paese. Si riduca l’intervento là, dove la pace non è voluta dai
contendenti, restiamo pure se il prestigio internazionale ci esalta
in posti come la Bosnia,l’ Albania, il LIbano, ecc., ma si riducano subito le
risorse negli altri Paesi e si destinino quei soldi ampliando il gettito
del 5 per mille. O c’è paura che se lo Stato centrale non controlla i
soldi che i cittadini liberamente versano si crei un’Italia di seria A,
attenta alle necessità dei bisognosi con ricchi contributi donati da
cittadini ricchi del nord ed un Italia di serie B che releghi come miseri
sudditi questuanti il resto del Paese?
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