La Mafia e l’imprenditoria lombarda. E Confindustria tace?

di admin
Saviano parlando dei mafiosi e delle organizzazioni criminali dice che “la loro forza è nell’economia e nei soldi legali che l’imprenditoria lombarda vuole e prende da decenni”.

Ora che  l’imprenditoria italiana voglia i soldi, può darsi, ma che li sappia gestire è probabile dato che il boom economico in Italia l’hanno fatto gli  imprenditori con tutti i loro collaboratori. Tuttavia che l’imprenditoria lombarda, ma poteva citare allora anche quella del nord Italia, padana, veneta, piemontese, ecc, sia collusa con  la mafia ,viva per la mafia o altro, come ha voluto far passare, credo che sia un’offesa a tutti quegli onesti  imprenditori lombardi che si spaccano la schiena per tirare avanti la carretta Italia. A meno che gli onesti imprenditori qui al nord non esistano, io se fossi un rappresentante o un rappresentato di quegli  imprenditori non potrei starmene zitto. Troppo comodo dire che il marcio  è colpa  di chi vuole e prende i soldi  e che questi sono gli imprenditori lombardi o per estensione degli imprenditori del  nord. Sta passando  il concetto che il colonialismo del nord, ha sfruttato  per decenni  il Sud Italia. Si stanno facendo largo esempi come quelli che la mafia è un frutto della cultura imprenditoriale del nord; che i rifiuti a Napoli, se non riescono a gestirli è perchè gli industriali del nord hanno sversato  i rifiuti del nord  al sud.  Se facciamo un’analisi storica, il nord Italia ha tante colpe, e non solo col sud Italia, molti popoli potrebbero rivendicare torti subiti dai bravi italiani, ma il qualunquismo viscerale, ed economicamente redditizio, di cui si ammorba il contenitore mediatico che ha costruito queste infamie generalizzate, invece che aiutare a far chiarezza indicando con nomi e cognomi chi, come, dove e quando sono stati riciclati soldi e compiuti reati facendo assumere ai colpevoli  le responsabilità  almeno morali, visto come funziona la giustizia in Italia, non giova a chi prende i soldi per svilire  ancor più la società e cerca di  ripartire. Invece  si trasmette odio, rancore, invidia, da pulpiti televisivi pubblici e con il coro dei giornalisti di fede comunista, di cui il ricordo di telekabul non si è mai spento, e che avendo perso tessera ed ideali dopo che la Storia gli ha dato torto, applaudono  invece di vergognarsi. Meno male che molti italiani  non si lasciano infinocchiare dai sofismi e spengono la tv, anche se poi, per la statistica, vengono anche loro contati tra i possibili  spettatori.

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