Tutti addosso alla Lega

di admin
Il governo perde i pezzi. La Lega non ha portato a casa il federalismo, solo un embrione che morirà appena dopo la finanziaria.

Eppure da li si dovrà ripartire per riformare l’Italia. La sinistra parla di federalismo, ma non lo vuole veramente. Fini non l’ha mai digerito, gli alleati di governo, per esempio leggasi Lombardo e Alemanno, se ne son serviti per portarsi a casa miliardi da spendere. Casini da troppo tempo sta fuori dal potere e ce lo tiene la Lega, per cui son nemici acerrimi, mentre Di Pietro mescola valori ad inciuci con i poteri forti statali. Un vecchio leghista ha detto in questi giorni, che tutti ce l’hanno contro la Lega, perché è l’unica forza politica a voler mettere a posto l’Italia ( ci sono altre figure spendibili, ma, non ancora strutturate e testate, e quindi, buone per una battaglia, ma non per la guerra!). I leghisti, in cambio di una rinuncia al folle progetto della secessione, hanno accettato un patto partitico col diavolo politico di turno, garantendogli una specie di limbo, pur di raggiungere l’agognata meta. Le Lega di errori ne ha fatti tanti, ma inevitabile quando si deve combattere contro troppi sprechi, troppe rendite di posizione, troppi privilegi da attaccare e da abbattere. Appariva quasi impossibile che il Governo Berlusconi pur con una larga maggioranza, pur con una legge elettorale ideale, ce la potesse fare a rinnovare lo Stato in senso federalista creando maggior responsabilità e tempi più brevi per le decisioni operative. La Lega, oggi, si è strutturata, organizzata, ma non affinata. Troppa gente rozza ma coraggiosa che vede male gli uomini di cultura perché le discussioni rischiano di minare la stretta gerarchia del potere leghista. Questa debolezza degli uomini è la più grave, quella che mina il movimento e che se non viene affrontata porterà alla fine del partito più vecchio d’Italia presente in Parlamento. Troppa pancia e troppo poca testa. D’altro canto la maggior parte delle teste erano al servizio del potere politico della prima repubblica, ma questo preservare il vecchio impedisce ai giovani di esprimersi. La Lega ha portato ad un ricambio di uomini al potere, ora occorre elevarne la qualità in modo che possano affrontare le sfide di rinnovamento necessarie. Dobbiamo fare i conti con i tempi biblici necessari in Italia per fare un progetto nuovo, mentre la congiuntura mondiale non aspetta. In certi Paesi, fanno in un anno quello che la nostra storia ha fatto in decenni o addirittura secoli. E’ finita una stagione di rinnovamento? No non credo, almeno ci spero. Eppoi, anche se tutti si scagliano con la Lega, oggi ci sono dei capisaldi che potranno reggere l’urto dello Statalismo comunista o del Corporativismo di ideazione fascista. Ma occorre consolidare questi capisaldi con apporti culturali, ideali, con uomini che non indossino le camicie verdi di combattenti, come i garibaldini quelle rosse (ma la Spedizione dei Mille finì con un politico "Obbedisco!"), ma che abbiano assunto il progetto federalista per un’Italia rinnovata e nelle strutture, ove le differenze, siano elementi di confronto per migliorarsi e non scuse per arroccarsi, e dove le singole caratteristiche, di sesso e di religione e di etnia, possano assurgere a rango di qualità e non di difetto. Per far questo occorre che gli uomini poveri o ricchi, del nord o del sud, comunitari o non, abbiano una propria dignità e che questa sia sempre garantita ma non con proclami dove tutto si deve a tutti. Non è vero, non lo è mai stato, mai lo sarà. L’ideologia di qualche tempo fa ha portato guai che ora tocca sistemare. C’è bisogno che la rivoluzione culturale da grezza si dispieghi in tutta la sua forza. Ora, per questo, deve seguire un significativo e progressivo cambio della guardia verso uomini meno adatti alla pugna e più adatti alla ricostruzione. Le due regioni del nord Italia possono ancora essere idonee al progetto politico di una Italia federale che consenta di esprimere dignità e lavoro per tutti coloro che vivono in Italia ( che non possono essere travolti dai flussi migratori) , e se la casta e gli ignoranti danno addosso al progetto leghista, dei duri e puri, significa che c’è ancora tanta strada da fare.

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