Festa Democratica Nazionale a Torino

di admin
Convegno sul ruolo delle Province Miozzi: “Non si può parlare di federalismo fiscale, finchè il Governo chiede sacrifici solo agli enti locali e non interviene a riformare lo Stato”.

“Credo nell’istituzione Provincia. Ci credo perché può svolgere un ruolo forte di coordinamento e di collegamento con il territorio. Un ruolo che è indispensabile in un periodo come quello attuale in cui è necessario, e forse addirittura inevitabile, superare i localismi e la difesa dei campanili. Le Province devono, insomma, contribuire a mettere in rete le specificità dei luoghi senza omologarli, anzi arricchendoli.”
Così il presidente della Provincia di Verona Giovanni Miozzi ha introdotto, in Piazza Castello a Torino, alla Festa nazionale democratica, il dibattito “Ma le province servono?” con i colleghi Antonino Saitta (Torino), Maurizio Fontanili (Mantova), Patrizia Casagrande (Ancona), Federico Saccardin (Rovigo), Giuseppe Torchio (Cremona).
L’istituzione Provincia deve avere in futuro un ruolo politico più forte che in passato. Deve non essere un mero esecutore delle competenze che le sono state attribuite, bensì deve programmare con lungimiranza, con capacità di fare sintesi, adottando scelte coraggiose e talvolta impopolari. Occorrono, di fatto, progettualità che assicurino ai cittadini risposte celeri e certe.
Miozzi: “L’obiettivo primario che dobbiamo darci è avvicinare i cittadini alle istituzioni aprendo un dialogo costante e costruttivo, ma obiettivo non secondario è semplificare le modalità di accesso alla pubblica amministrazione. La più importante mission che l’istituzione Provincia deve darsi è il pareggio di bilancio: avere i conti in ordine non significa tagliare gli investimenti, piuttosto ridurre gli sprechi e ricalibrare le azioni. Una regola che deve valere per i Paese e non unicamente per alcune aree geografiche e proprio alla luce di tale considerazione rimangono, purtroppo, troppe perplessità sui criteri adottati nel patto di stabilità. Del resto, non si può tagliare ulteriormente risorse a bilanci provinciali sani che destinano i loro finanziamenti a scuole, strade, ambiente, lavoro, sociale: cioè a servizi resi direttamente ai cittadini.”   
A chi considera inutile l’Ente Provincia Giovanni Miozzi ha ricordato sia che esse incidono sulla spesa pubblica per appena il 2 per cento, sia soprattutto che serve, oggi più di ieri, un governo di area vasta del territorio. Di conseguenza, “il ruolo dell’istituzione Provincia non può essere messo in discussione, al contrario deve essere rafforzato inglobando semmai enti inutili o enti con competenze analoghe.” L’auspicio è che siano, quindi, ripensate e ridefinite le competenze di Stato, Regioni, Province e Comuni.
Per fare un esempio concreto sulla capacità delle Province di incidere sulla vita reale dei cittadini, Giovanni Miozzi ha ricordato quanto fatto, anche a Verona, nella difficile congiuntura economica e finanziaria che stiamo attraversando: “le Province hanno funzionato bene, perché hanno agito con immediata rapidità, hanno promosso una cultura della condivisione degli strumenti essenziali e hanno aumentato gli strumenti di conoscenza, tentando di dare un senso alla crisi.”
 
Per il presidente Miozzi “non si può continuare a parlare di federalismo fiscale – un federalismo fiscale domandato a gran voce sia da destra che da sinistra – se il Governo chiede sacrifici solo agli enti locali e non interviene invece a riformare lo Stato: alle Province interessa da un lato che le risorse siano legate alla responsabilità di governo, dall’altro che non vengano considerate come mera unione dei Comuni.”
Il Presidente Miozzi ha ribadito con forza anche la richiesta già fatta alle Regioni, in sede di Conferenza Stato – Regioni, di delegare alle Province la gestione diretta di agricoltura e di turismo: “abbiamo in merito ottenuto rassicurazioni e contiamo nel passaggio sia delle competenze che delle risorse in tempi celeri.”
Miozzi: “Penso che l’istituzione Provincia debba, innanzitutto, puntare a una programmazione e a una pianificazione sostenibile del territorio e debba avere il coraggio di agire ipotizzando gli scenari dei prossimi dieci anni: lo sviluppo economico e sociale deve andare cioè di pari passo con la tutela e la salvaguardia del territorio. Vista la difficile congiuntura finanziaria che attanaglia pure il nostro Paese, la sfida da vincere è oggi contribuire alla ripresa dell’economia: l’istituzione Provincia non può sottrarsi a questo compito e reputo debba svolgere un ruolo attivo divenendo cabina di regia dell’intero sistema produttivo e sociale. Infine, ritengo che la scommessa che non possiamo permetterci di perdere è mettere in rete tutte le Province italiane per scrivere una nuova alleanza con i Comuni e  con le Regioni nell’interesse del Paese e dei cittadini tutti.”

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