Berlusconi-Lega-Gheddafi: chi si impicca alla corda del federalismo
di adminSono solo affari si diceva, e mi sovviene un detto di qualche secolo fa: con chi si commercia non si fanno guerre! (oggi le guerre si fanno per far affari: Iraq Docet). C’è tuttavia un limite a questo vergognoso spettacolo. E non si parla di popolo italiano e popolo libico che devono vivere vicini su sponde opposte del Mediterrraneo, sono più che altro questioni personali. Se è giusto e doveroso, ad un certo punto, mettere una pietra sopra a ferite storiche superando la cultura del colonialismo ( di questo bisogna dare atto che Berlusconi è riuscito la dove i tentativi di D’Alema e Prodi erano falliti), non bisogna accettare tutto e tutti senza dignità per la nostra storia. Ricordo che lo stesso Berlusconi, facendo l’occhiolino alla Lega, tempo fa, diceva che la cultura musulmana era inferiore a quella europea, salvo poi rimangiarsi tutto. Oggi, invece, dice che chi critica non capisce nulla. Qui non si tratta di due popoli, ma di un solo popolo, quello italiano e di un dittatorello pieno di soldi, che si fa i suoi affari, e quindi non è il popolo libico. Il suo rappresentante pro-tempore, non eletto e antidemocratico fa e disfa a piacere. Ha il coraggio di dire che da loro le donne sono rispettate, ma nulla dice della donna che verrà lapidata perché non ha rispettato le regole fondamentalistiche del Corano. E la Lega Nord, zitta si morde le mani!
Tutto si fa per avere il federalismo, che non arriverà mai in queste condizioni e allora senza federalismo rimane solo da impiccarsi alla palma libica.
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