Fondazione Cariverona: nuovi arrivi in vista?

di admin
Si chiacchiera, si mormora. Volete una rosa di nomi? Chi sarà il prossimo presidente della Fondazione Cariverona con la benedizione del sindaco Tosi?

E’ ancora presto, i tris e le terne sono appena partite e quanto giocato finora  sono solo i primi scarti, per cui  se dicessi dei  nomi che si fanno in giro per  la città, i diretti interessati smentirebbero subito, e, i non menzionati si  arrabbierebbero. Eppure in tante segrete stanze stanno covando pensieri di  rinnovo di rivincita e di nuovi equilibri. Qualcuno da tempo non parla più con qualcun’altro per evitare equivoci o di dover prendere posizione. C’è chi ha paura e chi si astiene per anticipata prudenza e si affretta a dire che sulla Fondazione non ha mire, c’è chi ne coltiva la chiacchiera offrendo nomi illustri  di ex politici e di ex qualcosa altro, c’è chi parla di riproposte e chi di riconferme. Troppo fumoso direte, ma la realtà oggi è questa. Si è appena acceso il fuoco  con cui il risotto veronese, tenuto conto degli odori e umori degli altri territori interessati, della sicura presenza del prezzemolo politico romano, e un po’ di  zafferano per dargli un’aria di  milanesità che non disturba, sarà  ben mantecato. I soldi della Fondazione sono frutto di intere generazioni passate, sono patrimonio per il futuro di tanti, ma pochi ne parlano apertamente volentieri. Il presidente sarà veronese per statuto, ma gli altri territori non staranno a guardare. Si vaglieranno profili e competenze, ma qui le competenze si sprecano come spesso in politica. Dicevo, siamo appena al via formale, le riunioni tecniche, i  briefing si sono già tenuti, ed ora si cerca di far rispettare gli accordi strappati. Ma, all’inizio, si sa, il fumo è tanto; in seguito,  mano a mano che i ramoscelli più verdi si bruciano, il fumo dirada e restano  i legni più stagionati, quelli che sono sempre lì. E questi sono i candidati che a parole sono amati, odiati, temuti, vezzeggiati, ma che in fondo si conoscono, si  sanno come trattare e che danno garanzie. Ed allora, ne vedremo delle belle, ciò, fa parte del gioco. Ed è un gioco che in fondo, tranquillizza tutti, sopratutto se il risotto è buono ed abbondante per tutti! Miracolo.

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