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Consiglio comunale: progetto preliminare passante nord con Traforo delle Torricelle

di admin
Sintesi del dibattito, oggi proseguono votazioni.

Si è conclusa alle due e mezzo della notte, dopo il dibattito e la votazione dei primi 5 dei 44 emendamenti presentati, la seduta del Consiglio comunale dedicata all’esame della delibera relativa al progetto preliminare per il completamento dell’anello circonvallatorio a nord della città – Traforo delle Torricelle, con contestuale adozione della variante urbanistica. Sono stati presentati  43 emendamenti dai consiglieri del PD e 1 dal capogruppo della Lega Nord Barbara Tosi e 4 ordini del giorno (3 dei consiglieri del PD e 1 del consigliere di FI Stefano Casali). Accolti dall’assessore alla Mobilità Enrico Corsi 4 emendamenti (3 del PD e 1 del capogruppo della Lega Barbara Tosi) e 2 ordini del giorno (dei consiglieri del PD). Al termine del dibattito, all’1 e 30 circa, sono iniziate le operazioni di voto relative agli emendamenti. Il Consiglio torna a riunirsi nel pomeriggio di oggi con inizio alle ore 17, per completare le votazioni del provvedimento. SINTESO DEL DIBATTITO Per il consigliere di Verona Civica Patrizia Bravo “quest’opera non è fatta assolutamente nell’interesse di Verona, perché prevede flussi di traffico altissimi. Ci impone un peso e una modalità di trasporto autostradale in città, che determinerà un serio problema per lo sviluppo futuro di Verona, che è già fortemente inquinata. Sarebbe stato più opportuno aspettare almeno il pronunciamento della Commissione sanitaria. Siamo veramente molto lontani dal rispetto della città e dei suoi bisogni, che necessitano invece di un miglioramento della qualità della vita dei veronesi”. Per il consigliere PD Maria Luisa Albrigi “l’Amministrazione la descrive come un’opera che può portare solo benefici. In realtà non si è pensato minimamente alle conseguenze negative che ricadranno sulla città e agli alti costi che si protrarranno nel tempo. Anche l’esenzione dal pedaggio per alcune parti della città, se sarà attuata, andrà a discapito di altre zone, dove una buona parte di traffico si dirotterà, per essere esente dal pagamento”.  Per il consigliere PD Ivan Zerbato “questa Amministrazione non può pensare di accorpare delibere importanti in poche e brevi sedute. Il dibattito sul traforo va avanti da trent’anni. È un’opera che non garantisce la diminuzione del traffico in città che dipende invece dall’efficienza dei servizi pubblici e dalla limitazione del traffico privato: più strade si fanno più il traffico aumenterà. Auspico, data l’importanza dal punto di vista economico di quest’opera, un forte e puntuale controllo da parte dell’Amministrazione sulle imprese che realizzeranno l’infrastruttura”. Per il consigliere PD Mauro De Robertis “oltre ai dati non rassicuranti sotto il profilo sanitario, economico e viabilistico, quest’opera avrà un impatto rilevante anche dal punto di vista urbanistico, che non può passare in secondo piano. Con quest’opera lo sviluppo della città, diversamente da quanto dichiarato dall’Amministrazione, anziché essere a sud si svilupperà a nord. Dopo la realizzazione di quest’opera si darà il via a insediamenti produttivi e successivamente edilizi che devasteranno il territorio attuale”. Per il capogruppo PD Stefania Sartori “è incomprensibile discutere ora questa delibera, che va ad approvare il progetto, nonostante ci sia un giudizio pendente da parte della Commissione sanitaria; è quindi opportuno attenderne il parere per l’eventuale correzione del progetto che dovrà essere approvato dal Consiglio comunale. Quest’opera induce uno sviluppo a nord della città, che non ha la capacità di reggere contemporaneamente anche lo sviluppo a sud.  I cittadini per passare saranno costretti a pagare, senza che il traforo risolva la questione del traffico”. Per il consigliere PD Paolo Zanotto “è stata persa un’occasione importante, quella di realizzare il traforo breve, che escludeva il traffico pesante, non comportava espropri e aveva un costo nettamente inferiore. L’Amministrazione non ha fatto uno studio del traffico prima dell’aggiudicazione della gara e solo ora risulta che quest’opera porterà al collasso il quartiere di Borgo Roma. Il Consiglio e la città hanno diritto di sapere che, per la sostenibilità del piano finanziario del traforo, oltre alla tangenziale sud a pagamento, in caso di recesso dal contratto il Comune dovrà rimborsare al concessionario, oltre al valore delle opere, le penali e l’indennizzo a titolo di risarcimento pari al 10 per cento delle opere”. Per il consigliere del PD Fabio Segattini “Sono altre le opere importanti per Verona e per la sua viabilità. Su Verona Sud non c’è risposta da parte dell’Amministrazione, senza considerare che il traforo porterà via tutti gli sforzi economici dei prossimi anni. Il fatto che il traforo non rappresenta un reale vantaggio per la città lo dimostra il disinteresse da parte delle autostrade a finanziare quest’opera. Un finanziamento che, nel caso in cui dovesse arrivare, avrebbe motivazioni politiche e non ispirate dal reale benessere per la città”. Per il consigliere del PD Carlo Pozzerle “Si tratta di un’opera che richiede riflessioni serie. Vanno distinte le diverse modalità di trasporto: realizzare nuove strade significa incentivare la viabilità privata e non quella pubblica. Sarà un’autostrada a nord che collega la Serenissima ad est con la Brennero ad ovest, deviando il traffico dall’attuale autostrada sul traforo, più vicino alla città. Verona negli ultimi anni ha chiesto compensazioni ambientali alle autostrade e ora l’Amministrazione ne sta realizzando una in città, prevedendo solo 150 mila euro all’anno per l’ambiente”. Per la consigliera del PD Carla Padovani “si tratta di un’opera dall’altissima rilevanza economica, peraltro in continuo aumento, che meritava più tempo per la discussione in Consiglio comunale. Per tagliare solo 12 chilometri sui 24 attuali che collegano la parte est e la parte nord della città, questa Amministrazione è disposta a spendere quasi mezzo miliardo di euro”. Nella replica al termine del dibattito l’assessore alla Mobilità Enrico Corsi ha ribadito che “verranno rispettati il parere e le prescrizioni della commissione sanitaria prima di avviare il bando di gara”. “Non facciamo quest’opera per risolvere i problemi delle imprese della Valpantena –ha detto l’assessore- ma per dare una risposta ai problemi della viabilità di Verona, affiancando l’infrastruttura al sistema filoviario per il trasporto pubblico di massa”. Quanto ai costi, l’assessore Corsi ha precisato che “l’opera costa 325 milioni di euro, che salgono a 388 con le compensazioni ambientali e gli interventi di mitigazione aggiuntivi”.

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