Selci blu: sindaco Tosi invita ricercatori internazionali a venire a Verona

di admin
“Invito gli oltre 40 ricercatori di 9 Paesi che hanno chiesto al Ministro Bondi di intervenire sulla vicenda delle cosiddette “selci blu” a visitare il deposito del Museo di Storia Naturale di Verona: potranno così rendersi conto di persona che, nell’ambiente in cui sono conservati i reperti preistorici, non si respirano gas derivati da idrocarburi,…

Quanto al loro giudizio di “gravissimo inquinamento, che non ha precedenti nella storia del patrimonio culturale mondiale” fa sorgere qualche perplessità: come fanno ad esprimere opinioni così drastiche su un fenomeno di cui non hanno riscontri diretti? Posso comunque tranquillizzarli poiché, per capire le cause del viraggio in blu di una parte delle selci custodite, sono già al lavoro una Commissione mista fra Soprintendenza ai Beni Archeologici del Veneto e Amministrazione comunale, presieduta dal Soprintendente Regionale prof. Vincenzo Tinè e alcuni laboratori specializzati, oltre allo Spisal e all’Arpav”. Questo il commento del Sindaco di Verona, Flavio Tosi, sulla notizia riportata dalla rivista Nature. “Colgo anche l’occasione – aggiunge Tosi – per rendere noto che nessun giornalista o firmatario dell’appello al Ministro (a meno che non vi si sia introdotto furtivamente) ha mai visitato i locali di cui hanno scritto, come risulta dal Registro dei visitatori che devono essere preventivamente autorizzati e accompagnati dal personale del Museo. Gli unici giornalisti ammessi sono stati quelli della stampa veronese accompagnati dall’assessore alla cultura o dall’ufficio stampa del Comune nella giornata di martedì 6 luglio scorso. E’ altrettanto noto ed evidente come l’appello dei ricercatori sia stato ispirato (se non addirittura materialmente compilato) da persone residenti a Verona che hanno qualche interesse nel montare la vicenda. Il Comune di Verona è il primo ad avere a cuore le sorti dei reperti preistorici del suo Museo e sarebbe lieto se, accanto all’apposita Commissione di Studio, il Ministro Bondi volesse nominare anche degli esperti Ministeriali”. “Ricordo infine – conclude Tosi – a scanso di malevoli sospetti, che il trasferimento dei reperti dalle vecchie sedi all’attuale non fu decisa dalla Giunta comunale guidata da un “barbaro leghista” ma da quella precedente di centrosinistra e che, superfluo forse ricordarlo, sia l’operazione che la nuova sede furono autorizzate dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici”.

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