Polemica per UNICREDIT Araba, ma Zaia il Padano, sbaglia!

di admin
Abbiamo appreso che il Governatore ZAIA sarebbe favorevole a che il campione italiano della finanza, nato sulle ossa e sul lavorio di oltre un secolo di vita della fu Cariverona Spa, abbia un socio determinante arabo.

Più precisamente  la sua posizione  è quella di  non dire  niente di  serio  dicendo  che lui non guarda il passaporto di   chi mette i soldi e si compra la proprietà di Unicredit.
Pilatesca  la decisione, se non fosse che la  posizione del Governatore veneto  si abbatte come una scure  sulla presa di posizione  assunta dal  sindaco di Verona Tosi e da alcuni parlamentari leghisti che invece sollevavano qualche perplessità, come il nostro  giornale, sulla disinvoltura con cui  i pezzi  migliori dell’economia veronese stanno cambiando proprietà. Forse  a Zaia non gliene frega niente  che  Verona perda  totalmente  il suo riferimento con la finanza  mondiale con tutto quello che consegue;  forse Zaia è più interessato a smarcarsi politicamente dal suo ex contendente alla carica di Governatore del Veneto  Tosi, il sindaco più amato d’Italia perchè si  occupa dei problemi veri della gente, per favorire una politica più  centralista che federalista; forse Zaia  crede  che il  governo di  un’impresa passi sempre e solo da Roma a cui quindi pensa mentre fa uno sgarbo a Flavio Tosi; forse altre motivazioni di cui a noi non  è dato di sapere.
 Zaia  ha già dato per scontato  che la sua Marca ha perso la Cassa marca e ingoiata dal gigante Unicredit e quindi  si augura  il mezzo gaudio  che reca il mal comune!  Certo  non sa, o finge di non sapere,  che la struttura  di governo di una società per azioni  non è come quella  di un parlamentino  come quello regionale. Dovrebbe ricordarsi di quanta fatica fa Berlusconi ad abituarsi 
a gestire un  parlamento ed un Consiglio dei  Ministri , lui che era abituato a governare un Consiglio di Amministrazione dove  chi ha il potere  della maggioranza relativa  impone  a bacchetta le sue scelte. E’ un altro  mondo, chi comanda  non scende a patti con la minoranza, mai! Anzi  è necessario, per il buon governo di  una banca, e Banca d’Italia non manca mai di farlo notare, che la linea di responsabilità sia chiara! Se facesse due rapidi conti, 5+5 fa dieci, e nessuno  in Unicredit fa 10% del capitale con il diritto di voto, il passaporto non c’entra nulla. Fossero cinesi  o russi potrebbe esser molto diverso, ma sarebbe un guaio lo stesso consentire a chiunque di acquistare un  fondamentale diritto di governance con un pugno di fichi secchi.  Zaia è un padano  e dovrebbe sapere queste cose! I tedeschi ma anche i francesi avrebbero reagito  molto  più  fortemente per difendere una storia e migliaia di posti di lavoro. Non possono essere solo questioni sindacali.
Se si trattasse di  una ditta stracotta e in  crisi, come quella che i tedeschi hanno fatto acquisire a Unicredit, pazienza, se si trattasse di un azienda che perde miliardi  ogni anno senza soluzione di continuità, come Alitalia, peccato, ma qui caro Zaia  siamo di fronte alla miglior banca italiana che appena superato questa secca o incaglio, riprenderà  a macinare utili e vendere a tizio  piuttosto che a caio non  è indifferente, come non  è indifferente  regalare  per pochi spiccioli ( questo hanno potuto  pagare  gli acquirenti nel silenzio  totale),  secoli di cultura veneta. Se non lo capisce siamo pronti a spiegarglielo, se ci sono altre motivazioni è bene che prima appoggi l’iniziativa di TOSI, e poi se crede  ripensi  per conto di  chi governa una grande regione Italiana come  il Veneto!

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