Il progetto delle infrastrutture fra tecnica e paesaggio
di adminIl 01 luglio 2010 dalle ore 14.30, presso l’aula SPE del Silos di Ponente dell’Università degli Studi di Verona, si terrà il convegno Il progetto delle infrastrutture fra tecnica e paesaggio.
L’incontro sarà introdotto da Arnaldo Toffali, Presidente dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della provincia di Verona, e da Ilaria Segala, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Verona, che promuovono l’iniziativa.
Sarà inoltre presente con un saluto Andrea Alberti, Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Verona, Rovigo e Vicenza.
I lavori saranno coordinati da Laura Facchinelli, direttrice della rivista Trasporti&Cultura che da tempo si occupa con grande entusiasmo dei temi oggetto del convegno.
Obiettivo del convegno è quello di porsi come occasione di apertura e di confronto in relazione a una disciplina ancora segregata entro ambiti specialistici, strutturata su criteri autorefenziali derivanti dalle leggi della dinamica dei flussi o dalle regole geometriche dei raggi di curvatura.
Si cercherà di evidenziare il ruolo strutturale che le reti della mobilità esercitano nell’organizzazione del territorio ed il ruolo fisico che i relativi manufatti assumono nella costruzione e nella lettura del paesaggio.
L’obiettivo è quello di superare le nozioni di mitigazione o di compensazione intese come interventi ex-post finalizzati a “nascondere”, a “mimetizzare” o a risarcire un “danno”, per favorire un approccio complesso al progetto in grado di introdurre le componenti paesaggistiche ed ambientali, ma anche urbane, sociali e culturali quali componenti imprescindibili del processo di trasformazione.
Apertura significa anche mettere a confronto diversi contributi disciplinari, esperienze locali ed internazionali, funzionari pubblici e professionisti; nel tentativo di superare la logica del muro-contro-muro, a favore/contro, sì/no per confluire nella logica del “come” : come fare, come fare bene, come fare meglio… E i modelli non mancano, guardando soprattutto alle esperienze di altri paesi, come ai casi esemplari proposti dalla Francia o dalla Svizzera.
L’occasione di questa iniziativa congiunta è proprio il carattere duplice delle infrastrutture per il trasporto. Si tratta infatti da un lato di complesse ed onerose attrezzature urbane e territoriali, che richiedono una specifica conoscenza e competenza tecnica, tradizionale appannaggio degli ingegneri; dall’altro determinano trasformazioni incisive ed impatti spesso assai delicati sui territori nei quali vengono calate, oggetto delle attenzioni di architetti e paesaggisti.
Con questa iniziativa, architetti ed ingegneri vogliono così analizzare da un punto di vista integrato il tema delle infrastrutture, in particolare ponendo in relazione gli aspetti tecnici con quelli relativi alle modificazioni indotte sul paesaggio.
L’inquadramento della tematica rispetto a significative esperienze italiane ed europee e la presentazione di alcuni progetti per Verona, in un quadro complessivo di relazioni tra la scala urbana e quella di area vasta, intende superare le contraddizioni che la singola opera sembra porre se vista settorialmente.
Il rapporto fra infrastrutture, ambiente e paesaggio è l’argomento della prima parte dell’incontro, con gli interventi di Fulvio Zezza (docente allo IUAV di Venezia e autore di un interessante testo sulla strada Gardesana occidentale), e di Luisa Limido, architetto paesaggista e collaboratrice di Bernard Lassus – illustre consulente del Ministero delle Infrastrutture, Trasporti e Turismo, che negli anni ’90 ha rivoluzionato l’approccio alla progettazione delle autostrade francesi, rovesciando i tradizionali criteri di analisi e di intervento.
La seconda parte è incentrata invece su alcune delle nuove opere per la mobilità previste per Verona. Giorgio Zanoni – responsabile del settore mobilità del Comune di Verona – presenterà il progetto di collegamento fra la tangenziale est e lo svincolo di Verona nord; mentre Paolo Galuzzi – docente al Politecnico di Milano e socio dello studio FOA, consulente del Comune di Verona – porrà a confronto il caso locale con altre esperienze condotte nel corso dell’attività professionale dello studio, dove il progetto delle infrastrutture rappresenta un elemento costitutivo della nuova urbanità. Cesare Surano, docente all’Università degli Studi di Verona, porrà i temi delle esigenze produttive e della vivibilità quali spinte a migliorare le infrastrutture di trasporto della nostra città.
A seguire, Alberto Prandi, docente di Storia della Fotografia all’Università Cà Foscari di Venezia, proporrà uno sguardo dal punto di vista storico del rapporto tra infrastrutture e paesaggio.
Nell’ultima parte dell’incontro l’intervento di Stefano Angelini (Direzione Infrastrutture della Regione Veneto) su due progetti di interesse territoriale che toccano Verona – il sistema delle tangenziali venete e il nodo occidentale del Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale – sarà l’occasione per allargare lo sguardo alla rete della mobilità extraurbana e regionale.
Gli esiti del convegno saranno oggetto di una trattazione coordinata sui prossimi numeri di «architettiverona», rivista dell’Ordine degli Architetti P.P.C. e sul «Notiziario» dell’ordine degli Ingegneri.
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