Ancora dubbi sul motorcity
di admin«Un piano di sviluppo faraonico come il Motor city, senza un’adeguata viabilità di supporto, non sarà sostenibile per il comprensorio del sud ovest veronese». L’Amministrazione comunale di Nogarole Rocca si schiera decisa sulla linea del presidente Giovanni Miozzi, che qualche giorno fa sulla stampa ha dato l’aut aut ai sindaci di Vigasio e Trevenzuolo: o i privati che realizzeranno le tre opere sul loro territorio (District park, Motorcity e centro agroalimentare) garantiranno i 120 milioni di euro utili a realizzare le infrastrutture di servizio, o i tre imponenti progetti saranno bloccati.
«Il nostro territorio – spiega il sindaco Luca Trentini – dovrà sopportare il peso di opere immense e in origine non previste dal Piano di assetto del Quadrante Europa. Oltre a trovarci il Motorcity, così come è diventato, assistiamo alla realizzazione di altri due poli di attrazione di traffico, ad oggi privi delle dovute strade di collegamento. Vogliamo avere la certezza che prima di costruire tali opere ci siano i finanziamenti per realizzare la viabilità di contorno necessaria. E non solo: le strade andranno fatte di pari passo, se non prima, con la realizzazione delle opere. Senza infrastrutture nulla può partire, altrimenti non si potrà garantire la sostenibilità per il territorio».
Il Comune di Nogarole è preoccupato per l’enorme flusso di auto che si riverseranno nel centro multifunzionale del Motorcity, così come nel District park e al centro agroalimentare. «Le strade attuali – aggiunge il vicesindaco Paolo Tovo –, quasi tutte di periferia, non sarebbero in grado di sostenere la mole di traffico movimentata. C’è anche un aspetto di ordine naturalistico: ritengo sia difficile la convivenza dell’autodromo e del District park con il parco del Tartaro-Tione, la Strada del riso e le attività agricole che caratterizzano la campagna veronese. Avvertiamo l’urgenza e la necessità che la Regione approvi, come peraltro più assessori avevano promesso, l’istituzione del Parco regionale del Tartaro-Tione, secondo le norme dettate a Venezia. Proprio la Regione intendeva il parco quale opera di mitigazione e compensazione ambientale rispetto ai grandi interventi calati, dalla Regione stessa, senza la necessaria e dovuta concertazione con gli
enti territoriali interessati, in primis i Comuni».
Ma il sindaco rincara la dose relativamente alla scelta di realizzare interventi sui quali sono sospesi parecchi dubbi: «Ci sono anche ricorsi pendenti su alcune di queste opere, che fanno vacillare la compatibilità dei progetti con il Paqe. In particolare, mi riferisco al District park di Vigasio, non contemplato dalla legge regionale del 1999. Non è così che dieci anni fa è stata prevista, dalla Regione, la pianificazione del nostro territorio, soprattutto per quanto riguarda Vigasio».
Il Paqe (legge regionale del 1999) organizzava lo sviluppo del sud ovest veronese secondo alcune linee precise: l’incremento delle attività commerciali spettava alla zona del bussolenghese e del lago di Garda; quello delle attività centrali a Verona e all’interland; la residenza qualificata a Villafranca, Vigasio ed Erbè; le fasce produttive a Mozzecane, Trevenzuolo e Nogarole Rocca; l’intermodalità ad Isola della Scala. «Dello sviluppo di logistica a Vigasio – conclude Trentini – nel Paqe non si parla. Si continua sulla strada delle varianti al Piano e con una pianificazione tutt’altro che condivisa. La Provincia deve esercitare il suo ruolo di coordinamento sovra comunale e gestire il problema; al contrario, questa parte del suo territorio rischia seriamente di essere stravolta».
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