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Riprendiamoci la ripresa!

di admin
Crisi? L'Università (ed il resto) batta un colpo se c'è!

Come riprendere la ripresa? Dobbiamo forse aspettare  che l’euro scenda per favorire le esportazioni? Non abbiamo alibi, se vogliamo veramente possiamo! A Verona ci sono soldi che farebbero bene a restare sul territorio, ci sono  persone che hanno ancora voglia di fare, c’è una base produttiva invidiabile, ci sono  delle teste pensanti, manca un coordinamento, manca qualcuno che  organizzi  tutte queste risorse con continuità. L’Università sta facendo solo il suo ruolo, di fucina di giovani talenti, a cui però il bacino di riferimento  potrà offrire qualche  prospettiva. L’Università è un piccolo grande gioiello incastonato  in una piccola grande realtà. Non sono in molti quelli che devono mettersi d’accordo, e non vi sono stridenti contraddizioni tra di loro. Verona può essere  un punto per il rilancio dell’intero Paese. Ma l’Università deve fare di  più. Occorre che il Rettore, il Senato Accademico, escano dalle mura ideali della cittadella universitaria e si assumano responsabilità proprie di chi fa ricerca, non asincrona ed  individuale, ma ricerca coniugata al territorio. Occorre che  la programmazione che l’Università  indubbiamente promuove sia finalizzata non ad un singolo progetto, ad un evento, ma ad uno sviluppo progressivo e mirato del territorio. E per far questo non servono soldi, occorre un interessamento corale  e non una prevaricazione  delle  potenzialità  del territorio. Occorre che le persone che ricoprono posti e ruoli, non siano li sono per incassare prebende e medaglie, occorre che diano il loro contributo alla ripresa  in termini filosofici  ed artistici, morali e materiali. Allora si comprende che se l’Università  è il cuore, centro di interessi e di affetti per la ricerca ma anche muscolo motore,  non può far da sola, non  può sobbarcarsi da sola il peso del rilancio della nostra piccola società veronese. Sono necessari interventi collaborativi delle Istituzioni pubbliche e di quelle private. Occorre che  Il comune la provincia e la Regione offrano  ma occorre anche qualcuno che vada da loro a chiedere.  Occorre che qualche buon intenzionato e qualificato faccia il giro delle Istituzioni private  e chieda. Occorre che  si senta nell’aria girare una rinnovata e ritrovata voglia di  rimboccarsi la maniche e  contribuire  alla ripresa. Altrimenti  i nostri figli, i giovani,  gli universitari di oggi troveranno  un  clima di decadenza e di sfiducia ad attenderli e questa è una tra le più gravi colpe di un pedagogo e di  un professore. Altrimenti molti di coloro che hanno qualcosa da dare  rivolgeranno altrove risorse e mezzi o peggio, per la società veronese,  qualcuno che  manda i figli all’estero, chi può, a studiare ed a specializzarsi ed a lavorare e qui rimarranno gli emigrati gli anziani i malati che aumenteranno l’irreversibilità della crisi. Invece no, si può spezzare il meccanismo e riprenderci la ripresa se insieme la facciamo ripartire. Io credo spetti all’Università coinvolgere le altre Autorità ed enti, e dare a loro attraverso una Consulta della ricerca e dell’economia spingere sui valori tipici del nostro territorio. Ad esempio: Beni culturali ed ambientali; Sviluppo delle tecnologie per l’uomo ed il  suo benessere psico-fisico; Approfondimento dei temi giuridici internazionali  nell’era della globalizzazione offrendo una formazione pratico-culturale superiore  e permanente. L’evoluzione dell’economia deve passare da uno sfruttamento delle risorse  materiali (case e mattoni)a quello della creazione di valore  inserendo nei mattoni e nel tondino di ferro la cultura e l’arte   di secoli di  cultura e di razze. Verona Economia è a disposizione e cercherà di organizzare   prima di fine anno una struttura permanente  con chi  ha voglia di fare e di rilanciare i valori della libertà e democrazia e solidarietà che a Verona non mancano. Opereremo attendendo fiduciosi.

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