Condannata società immobiliare che ha occultato 217 mila euro al Fisco

di admin
Dati Omi e contratti di mutuo convincono i giudici tributari di Vicenza.

Triplice vittoria in contenzioso per le Entrate di Bassano del Grappa. I giudici della commissione tributaria di Vicenza hanno dato ragione all’ufficio dell’Agenzia che ha individuato numerosi atti di compravendita di immobili, per i quali il prezzo è stato dichiarato in misura inferiore a quello reale, allo scopo di consentire ad una società immobiliare di pagare meno Iva e imposte dirette.
L’accertamento è stato condotto sulla base del raffronto tra i prezzi dichiarati in atto e quelli mediamente applicati sul mercato per immobili similari (dati desunti dall’OMI- Osservatorio Mercato Immobiliare), nonché sulla base del raffronto con gli importi chiesti a mutuo dagli acquirenti agli istituti di credito. L’Ufficio ha dimostrato sia che i prezzi di mercato applicati a Bassano per immobili di uguale tipologia erano superiori sia che tutti i compratori hanno stipulato mutui di importo più elevato rispetto alla cifra pattuita nei rogiti notarili.
Gli elementi di prova raccolti dall’Ufficio sono stati ritenuti dalla Commissione Tributaria Provinciale di Vicenza gravi, precisi e concordanti. Secondo i giudici il ricorrente non ha saputo fornire alcun elemento probatorio contrario, limitandosi a contestare, con argomentazioni incongrue, i ragionamenti indiziari forniti dall’Ufficio.
Il vero elemento innovativo di queste tre sentenze, caso emblematico in Italia, è che non ritengono attendibili, e dunque prive di valore probatorio, le dichiarazioni espresse dagli acquirenti degli immobili,  poiché “per evidenti motivi di reciproca convenienza” avevano tutto l’interesse a confermare i prezzi dichiarati negli atti di compravendita, in quanto per costoro l’Iva e l’imposta di registro da pagare sul prezzo è proporzionale al prezzo di acquisto dichiarato in atto, cioè meno dichiarano e meno imposte pagano.

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