Segue dall’articolo “C’era una volta…”

di admin
Sul secondo modello, la Fondazione della Cassa di Risparmio, eredità di varie provincie, incombe una certa staticità e poca chiarezza del ruolo di indirizzo che la stessa debba tenere.

Al di là di questo pesantissimo tema, crediamo che dovrebbe essere più attiva  come  formazione di  centri scientifici, e  non  solo culturali  in senso stretto. Non abbiamo solo  il patrimonio artistico culturale e musicale  da salvaguardare! La Fondazione deve intervenire anche supportando  la creazione di poli tecnologici e scientifici, i soli che possano intervenire a fronteggiare la prossima dura crisi sociale che la globalizzazione  comporterà. I primi a pagare sono le giovani generazioni,  che ora come ora, non trovano sbocchi  e così continuando meno ne troveranno, con tutti i risvolti  sociali  che ne derivano. La Fondazione deve poi insistere ad essere,  come  nelle disfide di medioeval memoria , il Campione,  a  tutti i livelli dei principi deontologici  e denunciare le situazioni poco onorevoli in cui la propria attività possa essere direttamente od indirettamente coinvolta. Questo è il primo tipo di investimento su cui occorre insistere e per il quale  non  occorre investire molto denaro! L’Italia repubblicana è stata ricostruita dalle macerie  ma  con forti ideali. Noi ora abbiamo  bisogno di questi forti ideali investendo oltre che nell’arte, nell’ informazione e nella cultura scientifica, ove siamo  più carenti,  e attraverso  sapienti  mosse  sul patrimonio, valorizzare i  punti di eccellenza locali. Si potrà  dare speranza di riscatto alle famiglie  oggi e lavoro domani  ai giovani, che,   oggi,  sui banchi di scuola sperano di potersi costruire un  ruolo per offrire il proprio dignitoso contributo alla società.

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