Il centro storico di Pastrengo riconosciuto zona d’interesse artistico

di admin
Le attività commerciali potranno restare aperte nei giorni festivi.

Soddisfazione tra gli operatori commerciali di Pastrengo per la decisione della Regione Veneto di riconoscere il centro storico del Comune zona d’interesse artistico in quanto “Città murata del Veneto”; fatto questo che consentirà ai commercianti  locali di tenere aperto anche nei giorni festivi dodici mesi su dodici.
La notizia è stata comunicata durante l’assemblea dei soci Confcommercio tenutasi al ristorante “La Carica” mercoledì scorso, 10 marzo; il presidente del comprensorio Garda-Baldo dell’associazione, Claudio Rama, ha spiegato che il riconoscimento del centro storico di Pastrengo quale zona di interesse artistico scaturisce dalla delibera di Giunta Regionale n. 272 del 10 febbraio 2009, che stabilisce appunto l’entrata del Comune tra le “Città Murate”.
Pastrengo rispetta i parametri richiesti avendo una capacità di più di 200 posti letto (222 per l’esattezza), e soddisfa i quattro indicatori minimi previsti dalla deliberazione della giunta provinciale n.190 in data 15 settembre 2005 per l’individuazione del centro storico come zona di interesse artistico. Gli indicatori fanno riferimento alla presenza di centri storici classificati dagli strumenti urbanistici come zona A e/o zona di interesse artistico; all’adeguato numero di immobili o aree soggette ai vincoli di interesse artistico e storico; alla presenza del Comune in guide turistiche a diffusione nazionale o internazionale come centro di interesse storico-culturale; al rispetto di ogni altro elemento utile a dimostrare la qualifica di città d’arte e la sua rilevanza nell’economia comune.
“Un riconoscimento importante – spiega Rama – che dà lustro a Pastrengo fornendo nuove opportunità dal punto di vista dell’offerta turistica e consentendo agli imprenditori commerciali di tenere aperto anche la domenica in modo da garantire un servizio strettamente connesso alla vocazione turistica riconosciuta a questo Comune; la possibilità di derogare all’obbligo di chiusura, infatti, deve a nostro avviso essere sempre riconducibile all’effettiva valenza turistica di un territorio”.

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