Fondi FSE 2007-2013 per lavoratori in mobilità

di admin
A Verona finanziati progetti per 408.000 euro.

Stamattina, nella Sala Rossa del Palazzo Scaligero, il presidente Giovanni Miozzi e l’assessore alle Politiche del lavoro Fausto Sachetto hanno illustrato i progetti finanziati dalla Regione del Veneto e destinati ai lavoratori veronesi iscritti alle liste di mobilità, in seguito a processi di crisi settoriale o professionale. Capofila dei progetti è ENAC-CFP Istituto Canossiano di Verona. A Verona sono stati destinati 408.000 euro, di cui la metà andranno ai comparti del legno e del lapideo.
Erano presenti Matteo Roncarà, Direttore di ENAC in Veneto, Monica Andrighetto, responsabile Formazione e project manager per le politiche attive del lavoro area Triveneto, Mario Ortombina, segretario di categoria della Cisl, Mario Borin per API Verona e Salvatore Meli, FILLEA Cgil Verona.
Con la DGR 2022/08 la Regione del Veneto prevede lo stanziamento di fondi per la “Realizzazione di interventi di riqualificazione e reinserimento occupazionale di lavoratori coinvolti in crisi aziendale, settoriale e professionale”, nell’ambito del programma operativo FSE 2007-2013 all’interno dell’Asse 1 “Adattabilità”. Per la buona riuscita degli interventi ENAC-CFP ha creato un’ampia rete con i partner più  significativi presenti sul territorio, quali Obiettivo Lavoro, Cisl USR Veneto e UST Cisl Verona, UIL Feneal Cisl Filca, CIGL Fillea provinciale, API Industria e API Servizi Verona, il tutto in stretta collaborazione con i Servizi per il Lavoro provinciali. Lo scopo del programma è quello di favorire la riqualificazione professionale, la riconversione e il reinserimento occupazionale di lavoratori in fase di espulsione dai processi produttivi. Sono previsti interventi formativi personalizzati e articolati rispetto alle specifiche esigenze di ciascun beneficiario, con una metodologia di lavoro flessibile. Destinatari di tali azioni di riqualificazione sono i lavoratori coinvolti in situazione di crisi settoriale o professionale, ovvero lavoratori iscritti alle liste di mobilità a seguito della crisi che ha colpito diversi settori produttivi. La cifra totale è di 1,4 milioni di euro.
ENAC-CFP, Obiettivo Lavoro e Cisl si occuperanno di nove progetti per la Regione del Veneto, due dei quali riguardano la Provincia di Verona e coinvolgeranno 50 cittadini veronesi in stato di mobilità lavorativa. Questa la ripartizione: interventi di riqualificazione e reinserimento occupazionale per 25 utenti colpiti dalla crisi del settore lapideo e azioni a sostegno di 25 lavoratori in difficoltà a causa del cambiamento di fronte del settore legno. Ciascun beneficiario godrà di attività personalizzate concordate con gli operatori/orientatori nella stesura di un Piano di Azione Individualizzata (PAI). Ogni Piano di Azione dovrà contenere una programmazione minima di attività costituita da  63 ore frontali più un eventuale stage.
A Verona l’inserimento lavorativo è del 100% dei beneficiari di ciascun progetto, con contratto a tempo indeterminato o determinato di durata superiore a 8 mesi, o avvio di attività lavorativa in proprio. In alternativa, si deve garantire a ciascun partecipante l’offerta di almeno 5 proposte di lavoro coerenti. È stabilita una indennità di frequenza per un massimo di 240 euro, calcolata in base alle effettive ore di frequenza, per gli utenti che, al termine del percorso, avranno partecipato ad almeno il 70% delle attività programmate. Infine sono state introdotte ulteriori agevolazioni, bonus di conciliazione, per i lavoratori che hanno nel proprio nucleo familiare figli di età inferiore ai 14 anni o anziani a carico non autosufficienti o familiari in situazione di disabilità certificata.
Giovanni Miozzi: “La attuale situazione economica continua da essere pesante, per questo le risorse messe a disposizione dalla Regione del Veneto rappresentano una vera e propria boccata d’ossigeno per i lavoratori in mobilità. La Provincia, ancora una volta, si è dimostrata attenta e sensibile alla questione dei lavoratori in difficoltà. Sono infatti personalmente convinto che formare le persone a nuove professionalità sia la maniera più efficace per ridare futuro e dignità ai lavoratori. Il sussidio della cassa integrazione è importante ma alla lunga non basta, per gettare le basi solide di una nuova stagione professionale sono necessari interventi come quelli presentati oggi”.
Fausto Sachetto: “I progetti sono rivolti a persone che si trovano in mobilità, cioè che hanno già passato le fasi della cassa integrazione ordinaria e straordinaria. Nella provincia di Verona sono tra i 20 e i 25 mila i disoccupati: i 50 fruitori che potranno godere di questo reinserimento occupazionale rappresentano una goccia nell’oceano. Tuttavia è importante che le istituzioni facciano il primo passo per risollevare la grave situazione attuale e garantire ai cittadini in mobilità i necessari supporti formativi per il reinserimento nel mondo del lavoro”.
Matteo Roncarà: “I due interventi per la provincia di Verona, per i quali sono già iniziate le selezioni, hanno la durata di un anno. Al centro è posta la persona, il lavoratore che ha perso il posto e che quindi versa in una difficile situazione psicologica oltre che economica. Si cerca così di incrociare domanda e offerta di lavoro, garantendo ai beneficiari contratti di lavoro della durata superiore agli otto mesi. Per ciascun progetto sono stati stanziati 100.000 euro. Inoltre, per chi sarà presente ad almeno il 70% delle attività in programma è prevista una borsa di partecipazione di 240 euro. Infine sono previste altre agevolazioni, come per esempio asili nido e mezzi pubblici gratuiti, per andare incontro alle esigenze dei fruitori del servizio”.
Monica Andrighetto: “I progetti si inseriscono nel più ampio contesto di 21 interventi che avranno come capofila ENAC-CFP e altre strutture come ENAIP e l’Istituto Provolo, che coinvolgeranno più di 500 lavoratori. L’obiettivo è di focalizzarsi sul territorio e garantire il sostegno ai lavoratori in mobilità che possono essere scoraggiati a causa della perdita del posto di lavoro. È importante creare una rete di supporto per tali persone, in modo da assisterle e dar loro gli strumenti per riqualificarsi professionalmente”.

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