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Verona, boom di visitatori: 658 mila a marzo e 228 mila nel ponte di Pasqua

di Matteo Scolari
Crescono i flussi turistici e soprattutto la componente straniera, che sfiora un terzo del totale. Germania, Francia e Regno Unito guidano gli arrivi, mentre quasi il 30% dei visitatori si colloca nella fascia di alta spesa.

Sono stati 658 mila i visitatori nel centro città di Verona (all’interno dell’ansa dell’Adige) nel mese di marzo, in crescita rispetto ai 573 mila di febbraio e ai 586 mila di gennaio, mentre il ponte di Pasqua (da venerdì 3 a lunedì 6 aprile) ha fatto segnare ben 228 mila visitatori. È quanto emerge dai dati del sistema di rilevazione di Confcommercio Verona in collaborazione con VeronaUp, che monitora i flussi basandosi su informazioni anonime provenienti dalla telefonia mobile.

In crescita anche i visitatori stranieri, pari nel mese di marzo a quasi un terzo del totale con 205 mila unità: erano 122 mila a gennaio e 151 mila a febbraio.

Ancora più rilevante, in proporzione, il dato degli stranieri nel ponte pasquale: 80 mila sui 228 mila visitatori complessivi. In testa si colloca la Germania con 10,8 mila visitatori, seguita dalla Svizzera con 8,7 mila e dal Regno Unito con 7,8 mila. A breve distanza si trovano Francia e Austria, entrambe con 6,9 mila visitatori, subito dopo Romania con 6,8 mila e Spagna con 6,7 mila.
Più contenuti, ma comunque rilevanti, i flussi provenienti dagli Stati Uniti, che registrano 5 mila visitatori. Chiudono la graduatoria la Polonia con 2,3 mila visitatori e la Svezia con 1,2 mila.

Con riferimento all’intero mese di marzo, il primo mercato per numero di visitatori stranieri è invece la Francia con 23,6 mila visitatori, davanti al Regno Unito (22,2 mila) e agli Stati Uniti con 21,7 mila. A seguire si colloca l’Austria (20,3 mila), quindi Spagna (17,6 mila), Germania (12,5 mila) e Polonia (11 mila). Numeri rilevanti anche per la Romania (8,1 mila visitatori) e per la Svizzera, che si attesta a 7,2 mila.
Chiudono la graduatoria degli stranieri più presenti in centro a Verona in marzo i Paesi Bassi a quota 5 mila, poco sopra il Brasile, unico mercato extraeuropeo oltre agli Stati Uniti, con 3,9 mila visitatori.

Sul fronte della capacità di spesa si registra un consolidamento degli «high spending», quasi il 30% del totale, mentre i basso spendenti rappresentano la seconda categoria più consistente con poco più del 20%.

«Si tratta di dati che confermano in modo molto chiaro la forza attrattiva di Verona e la sua capacità di intercettare flussi turistici sempre più qualificati e internazionali», commenta il direttore generale di Confcommercio Verona Nicola Dal Dosso.

Nicola Dal Dosso
Nicola Dal Dosso.

«La crescita costante registrata nei primi mesi dell’anno, così come l’ottimo risultato del ponte pasquale, rappresentano un segnale estremamente positivo per tutto il sistema economico locale, al pari dell’incremento della componente straniera, che evidenzia il posizionamento di Verona come destinazione europea di primo piano, capace di coniugare cultura, ospitalità e qualità dell’offerta. Resta da verificare quale incidenza avrà, nei nostri territori, la crisi internazionale e il conflitto in Medio Oriente», conclude Dal Dosso.

«È un risultato che va letto in una chiave ancora più ampia, perché dimostra come il richiamo internazionale del territorio stia crescendo in modo strutturale e non episodico», aggiunge Paolo Artelio, presidente della Destination Verona & Garda Foundation e vicepresidente Confcommercio Verona. «La forte presenza di visitatori stranieri, anche in un periodo di spalla come marzo, indica che la domanda si sta progressivamente distribuendo lungo tutto l’arco dell’anno. Per noi è la conferma che la direzione è quella giusta: investire su promozione mirata, qualità dell’offerta e integrazione tra destinazioni, affinché Verona e il Garda possano continuare a rafforzare il loro posizionamento nei mercati europei e a lungo raggio».

Paolo Artelio.

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