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Pasqua da record tra Verona e Garda: presenze in crescita del 15%, occupazione fino al 95%

di Matteo Scolari
Dati HBenchmark per Destination Verona Garda Foundation: città quasi sold out e Lago sopra il 90%. Crescono i flussi e cambia la composizione della domanda tra italiani e stranieri.

Una Pasqua che entra negli annali del turismo veronese. Il 2026 segna infatti un risultato eccezionale per Verona e il Lago di Garda, con una crescita complessiva delle presenze superiore al 15% rispetto al 2025 e livelli di occupazione che hanno sfiorato il tutto esaurito.

Secondo i dati HBenchmark elaborati per Destination Verona Garda Foundation, l’occupazione media a Verona ha raggiunto l’87%, con un incremento di oltre 15 punti percentuali sull’anno precedente. Nel Comune si è arrivati a picchi del 95% nella notte di sabato, mentre la provincia si è attestata attorno all’80%, confermando una buona distribuzione dei flussi.

Il porto di Lazise
Il porto di Lazise.

Ancora più marcata la performance del Garda, dove l’occupazione ha superato il 90%, con una crescita del +18,6% rispetto al 2025, sostenuta da una domanda concentrata sul weekend pasquale, anche per effetto di un calendario più favorevole rispetto all’anno precedente.

«È stata una Pasqua molto intensa, che conferma quanto la destinazione sia capace di attrarre in modo equilibrato sia sulla città sia sul lago. Il dato più interessante è proprio la qualità di questa crescita: più presenze, ma con dinamiche diverse tra i territori e una buona capacità di distribuzione dei flussi», spiega Paolo Artelio, presidente Destination Verona Garda. «Da un lato Verona continua a lavorare su soggiorni brevi e molto concentrati, dall’altro il Garda si conferma una destinazione di permanenza più lunga e internazionale. È un equilibrio che rafforza l’intero sistema e su cui dobbiamo continuare a lavorare.»

Paolo Artelio
Paolo Artelio.

Nel dettaglio, Verona città ha registrato un’occupazione media superiore al 90%, con il centro storico oltre il 91%, mentre la provincia ha mantenuto un solido livello attorno all’80%. Cambiano anche le dinamiche di mercato: in città cresce il peso dei tour operator, segnale di una domanda più strutturata, mentre in provincia aumentano le prenotazioni tramite OTA, che guadagnano terreno rispetto ai canali diretti.

Turisti in Piazza delle Erbe.

Sul fronte dei mercati, emerge una maggiore presenza italiana in città, mentre in provincia torna protagonista il mercato tedesco. Nel centro storico, le OTA rappresentano circa il 60% delle prenotazioni, con italiani in testa, seguiti da inglesi, svizzeri e tedeschi. La permanenza media resta stabile intorno alle 3 notti.

«È bello vedere la conferma di quanto avevamo già anticipato nei giorni scorsi: i dati sono molto buoni e le previsioni su venerdì e sabato si sono rivelate sostanzialmente corrette. Va riconosciuto anche il lavoro degli albergatori, che sono riusciti a mantenere le tariffe in linea con quelle della Pasqua precedente, nonostante il contesto», sottolinea Maurizio Russo, presidente di Federalberghi Confcommercio Verona.

Maurizio Russo, presidente Federalberghi Verona e Provincia.
Maurizio Russo, presidente Federalberghi Verona e Provincia.

«Considerando che quest’anno la Pasqua era particolarmente anticipata, il meteo è stato uno degli alleati più importanti. Un altro elemento interessante riguarda il mercato: quello italiano si è mosso dopo quello straniero, ma nel corso del weekend ha recuperato fino a raggiungere una sostanziale parità».

Sul Garda Veneto, i numeri sono ancora più rilevanti: occupazione media al 90%, con punte fino al 96% nell’Alto Lago e oltre il 92% nel Basso Lago. La permanenza media sale a circa 4 notti, confermando la vocazione del lago per soggiorni più lunghi.

Le OTA rappresentano oltre il 35% delle prenotazioni, mentre sul fronte dei mercati la Germania domina con quote fino a due terzi delle presenze in alcune aree. Seguono gli italiani (20-25%), con una crescita anche di austriaci e turisti del Nord Europa, soprattutto nel Basso Lago.

«Possiamo definire senza esitazioni quella del 2026 una Pasqua eccezionale. Il dato più importante è che la performance è stata molto buona in maniera diffusa su tutto il territorio», commenta Ivan De Beni, presidente di Federalberghi Garda Veneto.

Ivan De Beni.

«Accanto ai numeri, ci sono però anche alcune dinamiche interessanti. Sicuramente il last minute ha avuto un ruolo determinante, ma è riemerso anche il fenomeno del cosiddetto “passante”: clienti senza prenotazione che hanno deciso di fermarsi all’ultimo momento. È un segnale molto interessante, perché indica un ritorno a una maggiore dinamicità del mercato. Negli ultimi anni eravamo abituati a un sistema più statico; oggi vediamo invece una combinazione tra prenotazioni anticipate, last minute e flussi spontanei, elemento estremamente positivo per l’avvio della stagione».

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