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Energia, stangata da 15 miliardi: famiglie e imprese sotto pressione

di Matteo Scolari
Effetto immediato delle tensioni in Medio Oriente: prezzi in forte rialzo e bollette verso nuovi aumenti. Imprese le più colpite, ma cresce anche il peso sui bilanci delle famiglie.

Il nuovo shock energetico rischia di tradursi in una pesante ricaduta sui conti di famiglie e imprese italiane. Secondo le stime dell’Ufficio studi della CGIA di Mestre, nel 2026 i rincari delle bollette potrebbero raggiungere complessivamente 15,2 miliardi di euro, di cui 10,2 miliardi per l’energia elettrica e 5 miliardi per il gas . Un aumento significativo che arriva a poche settimane dall’escalation del conflitto in Medio Oriente, già riflessa nei mercati energetici con un balzo dei prezzi: +81% per il gas e +38% per l’energia elettrica in un solo mese.

A sostenere l’impatto più consistente saranno le imprese, che dovranno far fronte a circa 9,8 miliardi di costi aggiuntivi, mentre per le famiglie l’aggravio stimato è pari a 5,4 miliardi . Una dinamica che rischia di comprimere la redditività delle aziende e di pesare sui bilanci domestici, con possibili ripercussioni sui consumi e sulla tenuta complessiva del sistema economico.

Il conto più salato si concentrerà nelle aree a maggiore densità produttiva. La Lombardia guida la classifica con un incremento stimato di 3,4 miliardi di euro, seguita da Veneto ed Emilia-Romagna, entrambe attorno a 1,7 miliardi . In particolare, per il Veneto l’impatto riguarda sia il tessuto imprenditoriale – con oltre 1,1 miliardi di maggiori costi per le imprese – sia le famiglie, che dovranno sostenere circa 557 milioni di euro in più .

Il quadro, pur preoccupante, resta legato a una variabile chiave: l’evoluzione del contesto geopolitico. Un eventuale prolungamento o ampliamento del conflitto potrebbe infatti innescare ulteriori tensioni sui prezzi energetici, rendendo necessario un intervento coordinato a livello europeo e nazionale. Sul tavolo tornano così misure già adottate in passato, come la riduzione dell’Iva, il contenimento degli oneri di sistema e il rafforzamento degli aiuti a famiglie e imprese, mentre resta aperto il tema del disaccoppiamento tra prezzo del gas ed energia elettrica, indicato da molti come leva strutturale per ridurre la volatilità del mercato.

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