Francesco Bellini, presidente dell’Associazione Florovivaisti Veneti
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Florovivaismo veneto, 160 aziende e oltre 200 milioni di valore complessivo

di Matteo Scolari
Dalla forza associativa ai nuovi trend di mercato: il presidente dell'Associazione Florovivaisti Veneti Francesco Bellini racconta un settore in evoluzione tra costi, innovazione e nuove passioni.

Un comparto che unisce estetica, economia e benessere, capace di generare valore e allo stesso tempo migliorare la qualità della vita. Francesco Bellini, presidente dell’Associazione Florovivaisti Veneti, offre una lettura completa di un settore articolato e trasversale, che oggi affronta sfide complesse ma continua a crescere grazie a innovazione, servizi e una rinnovata attenzione verso il verde.

Presidente, che realtà rappresenta oggi l’Associazione Florovivaisti Veneti?

L’associazione nasce nel 1985 a Verona dalla fusione di due realtà già esistenti. Oggi rappresentiamo circa 160 aziende distribuite su gran parte del territorio veneto. Siamo una realtà molto trasversale: includiamo centri di giardinaggio, floricoltori, produttori di tappeti erbosi, vivaisti ornamentali, frutticoli e vitivinicoli. Questo ci permette di avere una visione completa del settore.

Parliamo di un comparto che produce anche valore economico importante…

Assolutamente sì. È un settore che genera valore, stimato complessivamente in oltre 200 milioni di euro. In questo periodo dell’anno, con l’arrivo della primavera, il lavoro è molto intenso. Nonostante alcune difficoltà legate al contesto internazionale, le persone continuano ad avere voglia di stare all’aria aperta e dedicarsi al verde.

Le tensioni internazionali stanno incidendo anche sul vostro settore?

Sì, in modo significativo. I costi dell’energia, del gas e del gasolio per il riscaldamento delle serre sono aumentati molto, così come i trasporti e le materie plastiche. Sono tutti fattori che incidono sui costi aziendali e che richiedono una grande capacità di gestione per non trasferire tutto sul prezzo finale.

Qual è il valore aggiunto dell’associazione per le aziende?

Uno degli elementi più importanti è il centro servizi, composto da tecnici qualificati che supportano le aziende su formazione, sicurezza e aggiornamento normativo. Cerchiamo di offrire servizi a costi contenuti per i nostri associati, creando una massa critica che consente anche un maggiore peso a livello istituzionale.

Il settore richiede competenze sia produttive che commerciali…

Esatto. Non basta essere bravi produttori, bisogna anche saper vendere e promuovere il proprio prodotto. Sono due aspetti che devono viaggiare insieme, ed è per questo che all’interno dell’associazione cerchiamo di coprire entrambe le esigenze.

Il mercato dei fiori e delle piante è legato anche a momenti stagionali…

Sì, ci sono picchi legati a festività ed eventi come San Valentino, la Festa della Donna, matrimoni e ricorrenze. Ma oggi il fiore sta assumendo un ruolo sempre più importante anche negli eventi e negli allestimenti, diventando un elemento centrale e non più accessorio.

Avete osservato cambiamenti nella clientela?

Sì, soprattutto tra i giovani. C’è una nuova generazione molto appassionata, ad esempio nel mondo delle piante aromatiche e da interno. Sono clienti preparati, informati, che studiano e si documentano molto. A volte hanno competenze davvero sorprendenti.

Anche l’orto sta vivendo una nuova fase…

Certamente. Oggi si punta molto su piante già pronte, più facili da gestire anche per chi è alle prime armi. Questo consente di offrire più varietà e maggiore accessibilità. Si possono creare piccoli orti domestici, anche didattici, coinvolgendo tutta la famiglia.

Il tema del personale è una criticità anche per voi?

Sì, è una difficoltà comune a molti settori. Tuttavia, il nostro ambito riesce ancora ad attrarre giovani, forse perché offre un ambiente di lavoro particolare. È chiaro che le nuove generazioni hanno aspettative diverse, soprattutto in termini di qualità della vita, ma credo che si possa trovare un equilibrio.

Il florovivaismo ha anche un ruolo culturale oltre che economico…

Assolutamente. Noi parliamo di cultura del verde. Tutto ciò che facciamo, dagli eventi alle attività nei vivai, serve ad avvicinare le persone, dai più giovani agli anziani. È dimostrato che il contatto con il verde fa stare bene le persone. E questo è un valore che va oltre l’aspetto economico.

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