BCC Veneta tra scenari globali e territorio. Piva: «Serve prudenza, ma le banche sono solide»
di Matteo ScolariLe tensioni geopolitiche internazionali, l’aumento del prezzo dell’energia e la volatilità dei mercati stanno producendo effetti concreti anche sull’economia locale. In questo contesto, il ruolo delle banche – e in particolare delle BCC – diventa centrale per accompagnare imprese e cittadini. Ne ha parlato Flavio Piva, presidente di BCC Veneta, ospite della trasmissione Focus Verona Economia su Radio Adige TV, affrontando temi che spaziano dalla congiuntura economica al credito, fino alle iniziative sociali e al futuro del sistema bancario cooperativo.
Presidente, come state monitorando le tensioni geopolitiche e i loro effetti sull’economia reale?
La parola chiave è prudenza. Siamo di fronte a una situazione molto recente e ancora in evoluzione, quindi il primo consiglio è mantenere i nervi saldi. Gli effetti si iniziano già a percepire, a partire dall’aumento dei prezzi dei carburanti fino alle difficoltà nelle catene di approvvigionamento per alcune imprese. Anche i risparmiatori stanno osservando oscillazioni sui mercati, con rendimenti e quotazioni più volatili. Il nostro ruolo è quello di stare vicino alle persone, rassicurare e monitorare costantemente. Se la situazione dovesse protrarsi, potrebbero rendersi necessari interventi più strutturali.
Il sistema bancario è pronto ad affrontare questa fase di incertezza?
Sì, ed è un elemento molto positivo. Le banche arrivano da anni solidi, grazie anche a interventi strutturali realizzati in passato. Questo significa poter sostenere imprese e famiglie senza dover adottare misure drastiche. La stabilità del sistema bancario è fondamentale in momenti come questi perché consente di accompagnare l’economia reale senza amplificare le difficoltà.

BCC Veneta ha compiuto due anni dalla fusione: che bilancio fate?
Il bilancio è decisamente positivo. I dati economici, patrimoniali e di liquidità sono eccellenti, ma oltre ai numeri conta anche la qualità del lavoro svolto. Siamo riusciti a creare una banca policentrica, valorizzando i territori di Verona, Vicenza e Padova senza che uno prevalesse sugli altri. Abbiamo investito molto anche nella mutualità e nel sostegno al territorio. È stata una scommessa vinta, ma guardiamo già ai prossimi sviluppi.
Quanto è importante il legame con il territorio per una BCC?
È fondamentale. Anche se la dimensione è ampia, il nostro approccio resta locale. Operiamo su un territorio esteso, ma manteniamo una forte vicinanza alle comunità e alle imprese. Allo stesso tempo, dobbiamo ragionare in una logica più ampia: il Veneto, visto nel suo insieme, è una grande realtà europea con enormi potenzialità.
Che valore aggiunto porta l’appartenenza al gruppo Iccrea?
Il gruppo Iccrea rappresenta una leva strategica fondamentale. In pochi anni è diventato uno dei gruppi bancari più solidi in Europa, con elevati livelli di patrimonializzazione, grande liquidità e quasi sei milioni di clienti. È oggi il quarto gruppo bancario italiano. Per le BCC significa poter contare su competenze, solidità e capacità operativa anche per operazioni importanti, mantenendo al contempo il radicamento territoriale.
Avete lanciato “Marzo Donna”: quali obiettivi vi siete posti?
Vogliamo contribuire concretamente a ridurre il gap di genere. Nella nostra banca la presenza femminile è già maggioritaria e recentemente abbiamo nominato una dirigente donna, un segnale importante. Le iniziative riguardano salute, imprenditoria femminile, conciliazione vita-lavoro ed educazione finanziaria. Quest’ultimo è un tema centrale su cui continueremo a investire con programmi diffusi su tutto il territorio.
Grande attenzione anche ai giovani: perché è una priorità?
Perché il futuro della banca e del territorio passa da loro. Abbiamo premiato oltre 500 studenti con borse di studio per valorizzare il merito e rafforzare il legame con le nuove generazioni. Le BCC vivono di continuità: dobbiamo coinvolgere i giovani come soci e come protagonisti. Inoltre, le imprese venete hanno bisogno di nuove competenze, mentre purtroppo molti giovani lasciano il territorio. Dobbiamo lavorare insieme a loro, non solo per loro.
Come sta cambiando l’accesso al credito, anche alla luce dei criteri ESG?
Il credito cooperativo è in controtendenza e continua a crescere nell’erogazione. Il tema ESG non deve essere visto come un vincolo, ma come un’opportunità. Noi investiamo molto nella formazione e nell’accompagnamento delle imprese, anche di piccole dimensioni, per aiutarle ad affrontare questa transizione. In realtà, l’attenzione ai temi ESG è già nel DNA delle BCC: oggi si tratta di strutturare e valorizzare questo approccio.
In Evidenza
BCC Veneta tra scenari globali e territorio. Piva: «Serve prudenza, ma le banche sono solide»

Federalberghi Garda Veneto, inaugurata la stagione 2026: «Fiducia e gioco di squadra»

Edilizia veronese sotto pressione: da aprile nuovi rincari fino al +30% sui materiali

Magis e Confcommercio Verona: intesa su luce e gas

Lavoro, il Veneto rallenta: nel 2025 meno crescita ma Verona resta tra le province più dinamiche

Poste Italiane punta dritta su Tim: «Vogliamo guidare la trasformazione tecnologica»

Revolut vola: utili record a 2,3 miliardi e ricavi a 6 miliardi, spinta globale per la banca digitale

Shock petrolifero, mercati sotto stress: sale l’inflazione, ma niente panico recessione

Tra geopolitica e portafogli: il nuovo equilibrio tra banche, risparmi e investimenti




