Pietro Girardi: «A Verona per completare il lavoro iniziato e rafforzare la sanità territoriale»
di Matteo ScolariUn ritorno che ha il sapore della continuità. Pietro Girardi è stato nominato direttore generale dell’Ulss 9 Scaligera, tornando così a Verona dopo l’esperienza maturata negli ultimi anni alla guida dell’Ulss 5 Polesana. Una nomina che riporta sul territorio veronese un manager sanitario che conosce già profondamente il sistema locale e le sue dinamiche. Tra i temi principali del suo mandato ci sono la valorizzazione degli investimenti del PNRR, lo sviluppo della medicina territoriale e il completamento dei progetti avviati negli anni precedenti.
Direttore, torna a Verona dopo l’esperienza a Rovigo. Quali sono le sensazioni e le emozioni di questo rientro?
Le emozioni personali sono sicuramente molto importanti, perché torno in un luogo a cui ho voluto davvero tanto bene e che ha rappresentato una fase significativa della mia vita professionale. Verona è stata per me un’esperienza molto intensa, non solo dal punto di vista lavorativo ma anche umano, per i rapporti costruiti con le istituzioni, con i professionisti e con il territorio. Tornare qui significa riprendere un percorso al servizio dei cittadini e dell’utenza, che è sempre l’obiettivo principale del nostro lavoro nella sanità pubblica. È una nuova fase che affronto con grande senso di responsabilità e con la volontà di continuare a dare il mio contributo alla crescita del sistema sanitario veronese.
Questo ritorno le permette anche di riprendere alcuni progetti avviati in passato. È un elemento importante?
Sì, è sicuramente una soddisfazione poter riprendere in mano alcuni percorsi iniziati tempo fa. La pubblica amministrazione, per sua natura, ha tempi spesso più lunghi rispetto ad altri ambiti organizzativi e quindi capita che alcuni progetti richiedano anni per arrivare a compimento. Avere l’opportunità di tornare e portare avanti iniziative già avviate rappresenta quindi un aspetto molto positivo. Significa poter consolidare il lavoro fatto in precedenza e accompagnarlo fino alla sua realizzazione, sempre con l’obiettivo di migliorare i servizi per i cittadini e rendere più efficiente il sistema sanitario del territorio.
Quali sono oggi le priorità più urgenti per l’Ulss 9 Scaligera?
In questo momento uno dei temi centrali riguarda gli investimenti legati al PNRR, che rappresentano un’opportunità straordinaria per tutto il sistema sanitario nazionale. In particolare dobbiamo lavorare con grande attenzione sull’attuazione del DM77, che riguarda lo sviluppo delle case della comunità e degli ospedali di comunità. Si tratta di strumenti fondamentali per rafforzare la medicina territoriale e costruire un modello di assistenza più vicino ai cittadini. Non possiamo permetterci di sbagliare questo passaggio, perché rappresenta una delle trasformazioni più importanti degli ultimi anni per la sanità italiana. Il rafforzamento del rapporto tra ospedale e territorio sarà determinante per migliorare la presa in carico dei pazienti e rendere il sistema più efficiente e sostenibile.
Il territorio veronese è complesso e molto articolato. Come immagina il rapporto con le comunità locali?
Il dialogo con il territorio è fondamentale. La sanità pubblica deve essere sempre più vicina ai cittadini, ascoltare le loro esigenze e cercare di dare risposte concrete. Questo significa lavorare in sinergia con le amministrazioni locali, con i professionisti della sanità e con tutte le realtà che operano nel sistema socio-sanitario. Il nostro obiettivo è costruire un sistema che sappia rispondere in modo efficace ai bisogni di salute della popolazione, valorizzando le competenze presenti e sviluppando nuovi modelli organizzativi che mettano al centro il paziente. In questo senso il lavoro di squadra sarà la chiave per affrontare le sfide dei prossimi anni.
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