Graziella Belligoli
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Chiusura Coin in centro a Verona. Filcams CGIL: «Colpo durissimo per la città»

di Matteo Scolari
Sulla annunciata chiusura del negozio di via Cappello interviene anche la sigla sindacale guidata da Graziella Belligoli: «Non si può scaricare la crisi sulle spalle dei dipendenti».

La chiusura dello storico negozio Coin nel cuore di Verona rappresenta un passaggio che va oltre la semplice cessazione di un’attività commerciale: è un segnale che interpella l’intero sistema del commercio cittadino e riaccende il dibattito sulla tenuta del retail tradizionale nei centri urbani. La decisione dell’azienda, che rientra in un piano di chiusure di altri punti vendita a livello nazionale, arriva a pochi mesi dalla ristrutturazione aziendale che avrebbe dovuto rilanciarne l’attività, e coinvolge circa quaranta lavoratrici e lavoratori.

Per la Filcams CGIL Verona, la notizia rappresenta un duro colpo per il territorio. «La decisione dell’azienda di chiudere altri punti vendita Coin tra cui lo storico negozio nel cuore di Verona giunge inattesa a pochi mesi di distanza dalla ristrutturazione aziendale che avrebbe dovuto rilanciarne definitivamente l’attività. Anche per questo rappresenta un colpo durissimo non soltanto per le quaranta lavoratrici e lavoratori che per anni hanno operato con dedizione e professionalità, ma per l’intero tessuto economico della città», afferma la segretaria generale Graziella Belligoli.

COIN Excelsior Verona
COIN Excelsior Verona.

La chiusura di un’insegna radicata nella memoria collettiva veronese viene letta dal sindacato come un indicatore di una crisi strutturale del commercio tradizionale, in un contesto già segnato da altre recenti cessazioni di attività nel centro storico. «La fine di un’attività così radicata nella memoria collettiva costituisce un segnale di allarme dello stato di crisi che colpisce il settore del commercio tradizionale che non può essere ignorato o sottovalutato e sul quale è necessario e urgente riflettere».

Sul piano sindacale, Filcams CGIL ha annunciato l’immediata apertura di un confronto con delegati e delegate, in coordinamento con i livelli regionali e nazionali dell’organizzazione, con l’obiettivo di tutelare al massimo i dipendenti coinvolti. «Abbiamo attivato immediatamente il confronto che proseguirà finché non sarà definita una soluzione che riconosca la dignità e la professionalità di queste lavoratrici e di questi lavoratori. Il nostro impegno è volto ad ottenere per loro il massimo livello di tutela e di protezione previsti nei casi di chiusura per crisi aziendale».

La vertenza assume però anche una dimensione più ampia, che riguarda il futuro del commercio cittadino e l’equilibrio economico del centro urbano. «La salvaguardia dell’occupazione e il futuro del settore del commercio non sono questioni soltanto sindacali e aziendali, ma una priorità per l’intera comunità», sottolinea Belligoli. Per questo il sindacato annuncia il coinvolgimento delle amministrazioni locali affinché partecipino attivamente alla gestione della crisi, monitorando le prospettive del sito e il destino occupazionale dei dipendenti.

«In questo momento difficile è necessario che ciascuno si assuma le proprie responsabilità contribuendo a costruire soluzioni concrete e trasparenti, affinché la crisi non venga scaricata interamente sulle spalle dei lavoratori. Come Filcams CGIL saremo al loro fianco in questa difficile vertenza», conclude la segretaria.

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