Olio extravergine, l’Italia torna a crescere: produzione a +20% trainata dal Sud
di RedazioneSi profila una campagna olearia in netta ripresa per l’Italia, con una produzione stimata intorno alle 300mila tonnellate di olio extravergine di oliva, in crescita di circa il 20% rispetto allo scorso anno. È quanto emerge dall’analisi dell’Osservatorio Veronafiere–SOL Expo su dati Sian, diffusa in vista della prossima edizione di SOL Expo, in programma a Veronafiere dall’1 al 3 marzo. A poche settimane dalla conclusione della campagna, nelle cisterne dei frantoi italiani risultano già 267mila tonnellate di olio, con una resa media del 14,98%, in linea con la media storica.
La crescita italiana appare in controtendenza rispetto al resto d’Europa: la Spagna dovrebbe chiudere con una lieve flessione produttiva, tra il -5% e il -10%, mentre Grecia e Portogallo registrerebbero cali più marcati, compresi tra il -15% e il -20%. A sostenere la produzione nazionale è soprattutto il Mezzogiorno, che concentra il 90% dei volumi, con la Puglia in posizione di assoluta leadership: 135mila tonnellate, pari a circa il 50% dell’olio italiano. Seguono Sicilia, con 40mila tonnellate (15%), e Calabria, con 38mila tonnellate (14%). Sul fronte delle rese, il divario geografico resta evidente: al Nord le rese medie in frantoio risultano più basse di circa due punti percentuali rispetto al Sud, con il valore massimo in Liguria (18,53%) e il minimo in Piemonte (10%).
Se la produzione mostra segnali incoraggianti, le vendite nella Grande Distribuzione Organizzata rallentano. Secondo i dati Nielsen di dicembre, i volumi di extravergine registrano un calo del 26% su base annua, a fronte di una sostanziale tenuta dei prezzi del prodotto nazionale. Il prezzo medio dell’olio extravergine italiano si attesta infatti a 11,21 euro al litro, in lieve aumento rispetto al 2024. Di segno opposto l’andamento dell’extravergine comunitario, il cui prezzo a scaffale è sceso da 9,74 euro/litro nel 2024 a 7,32 euro/litro nel 2025. Il differenziale di prezzo tra olio italiano e comunitario, raddoppiato nell’arco di un anno, ha spinto solo un consumatore su quattro a modificare le proprie abitudini, tornando all’acquisto di miscele di origine europea. Nel complesso, il mercato dell’olio extravergine in GDO vale 1,6 miliardi di euro, dei quali 413 milioni riconducibili al made in Italy.
In questo scenario, Verona conferma il proprio ruolo di capitale internazionale dell’olio di qualità. In attesa della chiusura definitiva della campagna olearia, l’attenzione si concentra sulla 24ª edizione del concorso internazionale Sol d’Oro, in programma dal 18 al 24 febbraio in città. Il blind tasting, interamente alla cieca e super partes, rappresenta uno degli appuntamenti di riferimento a livello globale per la valorizzazione dell’eccellenza olearia. A un mese dalla chiusura delle iscrizioni, sono già arrivati campioni da Spagna, Turchia, Grecia e Portogallo, suddivisi nelle categorie Extravergine – Fruttato Leggero, Medio e Intenso – oltre a DOP, Monovarietale e Biologico.
A completare il quadro sarà SOL Expo, vetrina internazionale dedicata all’olio di oliva e all’intera filiera, dall’olivo alla tavola. Forte di un format unico in Italia, l’evento si propone come piattaforma B2B2C, capace di mettere in relazione operatori professionali, aziende, ristorazione e consumatori consapevoli. Business, formazione e cultura si intrecciano in una manifestazione che, partendo da Verona, punta a rafforzare la competitività e l’internazionalizzazione dell’olio extravergine italiano, con la qualità come principale leva economica e identitaria.
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