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Volkswagen punta sui dati per la sicurezza stradale: al via in Italia il progetto europeo

di Matteo Scolari
Dal 2026 i veicoli del Gruppo raccoglieranno dati reali di guida, previo consenso dei clienti, per rendere più efficaci i sistemi di assistenza. Un progetto che coinvolgerà circa 40 Paesi europei.

Migliorare la sicurezza stradale partendo dai dati reali di guida. È questo l’obiettivo della nuova iniziativa lanciata a livello europeo dal Gruppo Volkswagen, che a partire da gennaio 2026 estenderà anche all’Italia un programma già testato con successo in Germania. Il progetto prevede l’utilizzo, esclusivamente previo consenso del cliente, di dati provenienti da sensori e immagini raccolti dai veicoli in condizioni di traffico reale, con l’obiettivo di ottimizzare i sistemi di assistenza alla guida (ADAS) e le funzioni di guida autonoma.

L’iniziativa coinvolgerà circa 40 Paesi europei e prenderà il via dal brand Volkswagen, per poi estendersi progressivamente a CUPRA, Škoda, Volkswagen Veicoli Commerciali, Audi e Porsche. I benefici per i clienti arriveranno attraverso aggiornamenti software, che renderanno i veicoli più sicuri e confortevoli, con effetti positivi non solo per i conducenti, ma per tutti gli utenti della strada.

Volkswagen migliora la sicurezza stradale per tutti

Già oggi, sottolinea il Gruppo, l’ampia flotta di veicoli contribuisce a migliorare la sicurezza grazie all’utilizzo di dati anonimizzati, impiegati ad esempio per creare mappe ad alta risoluzione utili al mantenimento della corsia anche in assenza di segnaletica orizzontale. Il nuovo passo consiste nel fare un uso ancora più mirato di informazioni raccolte in scenari concreti, molto più rappresentativi rispetto ai test su prototipi o alle simulazioni in laboratorio.

La trasmissione dei dati non sarà continua, ma limitata a situazioni specifiche in cui i sistemi di assistenza risultano particolarmente rilevanti: ad esempio frenate d’emergenza, manovre evasive improvvise o arresti completi manuali. In questi casi potranno essere analizzati elementi come immagini dell’ambiente circostante, dati dei sensori, velocità, direzione di marcia e angolo di sterzata, oltre a informazioni su meteo, visibilità e condizioni di illuminazione. Un esempio pratico riguarda le aree sensibili come attraversamenti pedonali o zone scolastiche, dove il veicolo può riconoscere movimenti potenzialmente pericolosi – come bambini che si avvicinano alla carreggiata – e precaricare i freni per ridurre ulteriormente lo spazio di arresto in caso di emergenza.

Un tema centrale del progetto è la tutela della privacy. Il Gruppo Volkswagen ribadisce che il consenso del cliente è un prerequisito fondamentale, revocabile in qualsiasi momento attraverso i canali messi a disposizione dai singoli brand, come le impostazioni del profilo utente. Pur potendo coinvolgere, per necessità tecnica, anche pedoni e ciclisti presenti nelle immediate vicinanze del veicolo, i dati raccolti non hanno finalità identificative e sono trattati nel pieno rispetto delle normative europee e nazionali sulla protezione dei dati.

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