Carmine Pizza d’Autore, a Verona la pizza diventa racconto attorno ad un unico tavolo
di Matteo ScolariNel centro di Verona, in via Francesco Berni 12, a pochi passi Piazza Renato Simoni, prende vita il progetto Carmine Pizza d’Autore, una nuova idea di pizzeria esperienziale, in cui il gesto artigiano, il racconto e la convivialità diventano parte integrante del servizio. Al centro di questa iniziativa c’è il bancone a vista, concepito come un vero e proprio chef’s table della pizza, dove ogni fase della lavorazione prende forma davanti agli ospiti.

Dodici posti affacciati sul laboratorio, il forno sullo sfondo e il pizzaiolo che lavora, spiega e dialoga con i clienti: «Ho voluto portare alla luce tutto quello che c’è dietro una pizza e la sua lavorazione, senza intermediari né barriere fra me e la sala», racconta Carmine Pasqua. Un’impostazione che trasforma l’esperienza gastronomica in un momento immersivo, fatto di osservazione, ascolto e condivisione.

Originario di Cosenza, nato nel 1990, Pasqua porta nel progetto le radici calabresi e un percorso professionale costruito tra Nord e Sud Italia. Cresciuto nel mondo della ristorazione, dalle pizzerie d’asporto alle stagioni nei campeggi, fino a collaborazioni con realtà più strutturate, oggi sintetizza tecnica e visione in un format che guarda al futuro senza perdere memoria. La sua cucina racconta infatti un doppio territorio: la Calabria del pomodoro Migliarese, della ’nduja di maiale nero e della liquirizia Dop, e il Veneto delle eccellenze enologiche, dalle bollicine al Metodo Classico fino a referenze più strutturate, pensate per dialogare con i topping.

La proposta ruota attorno a tre impasti, ciascuno con una funzione precisa. La pizza tonda, in stile napoletano contemporaneo, punta su un’idratazione elevata – intorno all’80% – e su una grande scioglievolezza; la pizza in pala, a base di semola e mais, gioca sulla croccantezza e sulla stratificazione dei sapori; il padellino al farro diventa invece la base ideale per abbinamenti più decisi e consistenze robuste. Una scelta che consente un’offerta dinamica e stagionale, costruita anche grazie al confronto diretto con la clientela seduta al bancone.

Alcune pizze diventano manifesto dell’identità del locale. La Veja, con crema di zucca, Monte Veronese, coppa di testa di Este e gel all’Amarone, racconta il territorio veneto; la Calabria mette in dialogo ’nduja di maiale nero, ricotta di capra e liquirizia calabrese Dop. Spicca anche la Viola, dove l’impasto di semola e mais valorizza cavolo viola, cavolfiori, carne salà, pinoli tostati e una caciotta alla mela dal finale inatteso. Nei padellini trovano spazio abbinamenti più complessi, come stracciatella di Andria, cicoria ripassata, olive e alici di Cetara, oppure ricotta di capra, capocollo, cotto di fichi e nocciole.

Il dialogo con il cliente è parte integrante del progetto. Al bancone non si consuma soltanto, ma si partecipa: domande, osservazioni e suggerimenti diventano stimoli creativi. Annullare la distanza tra cucina e sala restituisce valore al mestiere e rende percepibile il tempo, la tecnica e la qualità delle materie prime.

A completare l’esperienza, una selezione di vini pensata per accompagnare le diverse tipologie di pizza – bollicine, Trento Doc, rossi leggeri e rosé – affiancata da birre artigianali particolari, dalla blanche al bergamotto alla birra all’acqua di mare, fino a un’ambrata dai sentori autunnali. Anche il finale è coerente con il racconto: un caffè monorigine 100% arabica, da gustare lentamente, scelto per chiudere il percorso con un’ultima nota identitaria.

Gli spazi, raccolti e curati, con materiali naturali, luci soffuse e pochi coperti, favoriscono l’intimità e la conversazione. Carmine Pizza d’Autore si propone così come un luogo di condivisione e racconto, dove la pizza esce dalla logica del consumo veloce per diventare esperienza culturale e gastronomica, capace di parlare al pubblico veronese e a quello internazionale che attraversa il centro storico.

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