Crisi in Venezuela, Federpetroli: «Attese forti oscillazioni sui prezzi dei carburanti»
di Matteo ScolariLa crisi geopolitica in Venezuela rischia di avere ripercussioni dirette sui mercati energetici internazionali e, a cascata, sui prezzi dei carburanti. A lanciare l’allarme è FederPetroli Italia, che esprime forte preoccupazione dopo l’azione militare degli Stati Uniti e la cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro.
«Sono sempre più convinto che l’obiettivo sia solo ed esclusivamente la risorsa energetica venezuelana ed il suo petrolio. Come FederPetroli Italia esprimiamo grande preoccupazione per quello che l’Onu definisce una violazione del diritto internazionale senza precedenti nella cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro da parte degli Usa», afferma Michele Marsiglia, presidente di FederPetroli Italia, commentando a LaPresse i possibili riflessi dello scenario in rapido deterioramento. Secondo Marsiglia, le dichiarazioni statunitensi sul coinvolgimento diretto nell’industria petrolifera venezuelana rappresentano un segnale chiaro: «Le dichiarazioni che gli Usa saranno pienamente coinvolti nell’industria petrolifera venezuelana lasciano un chiaro segnale di ricordo a quello che negli anni ’90 si verificò nel Golfo Persico da parte americana, stessa situazione, ma in location diverse a forte tasso petrolifero».

Uno scenario che, secondo FederPetroli, potrebbe riflettersi in tempi molto rapidi sulle quotazioni del greggio. «Si profilano certe le ripercussioni sul prezzo del greggio nelle contrattazioni nelle prossime ore e di conseguenza anche i prezzi dei carburanti in diversi Paesi potranno subire forti oscillazioni in base alle azioni degli Stati alleati del Venezuela», sottolinea Marsiglia. Un tema che riguarda da vicino anche l’Europa e l’Italia, dove eventuali tensioni prolungate sui mercati internazionali potrebbero tradursi in nuove pressioni sui costi energetici, con effetti su famiglie e imprese.
Sul piano operativo, al momento non emergono criticità immediate sugli impianti estrattivi, ma il livello di attenzione resta elevato. «Al momento non ci risultano problemi agli impianti estrattivi del Paese, apprendiamo dello stato di massima allerta alle infrastrutture offshore del Paese sudamericano. Monitoriamo la situazione su ulteriori sviluppi. Occhi puntati su Exxon e Chevron», conclude Marsiglia, facendo riferimento ai principali operatori internazionali presenti nell’area.
In un contesto già segnato da forte volatilità dei mercati energetici, la crisi venezuelana aggiunge un ulteriore fattore di incertezza, con potenziali effetti sui prezzi dei carburanti e sulla stabilità delle forniture, temi centrali anche per l’economia italiana e per i territori a forte vocazione produttiva come il Veneto.
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