Cgia: l’Emilia-Romagna supera il Veneto alla guida dell’economia italiana
di RedazioneUn’Italia che cambia passo nel suo sviluppo economico: secondo le previsioni per il 2026 diffuse oggi dalla Cgia di Mestre, è l’Emilia-Romagna la regione che crescerà di più tra tutte, “strappando” idealmente la guida del Paese al Veneto, tradizionalmente visto come motore del Nord-Est.
Le stime sugli andamenti del PIL regionale per il prossimo anno indicano un’espansione dell’Emilia-Romagna pari a +0,86%, superiore a quella di tutte le altre aree italiane. Al secondo posto si posiziona il Lazio (+0,78%), seguito da Piemonte (+0,74%), Friuli Venezia Giulia e Lombardia (entrambe con +0,73%). In fondo alla graduatoria restano invece alcune regioni meridionali, con Calabria (+0,24%), Basilicata (+0,25%) e Sicilia (+0,28%) nei fanalini di coda.
Fattori della ripresa: industria, lavoro e innovazione
Il balzo dell’Emilia-Romagna è legato a diversi elementi chiave del tessuto economico regionale: la solidità del settore metalmeccanico, l’innovazione nell’automotive e nelle biotecnologie, un mercato del lavoro relativamente robusto e investimenti pubblici e privati mirati a sostenere competitività ed export. Queste dinamiche confermano una tendenza di medio periodo: dati regionali diffusi a fine 2025 indicano una crescita del PIL dell’Emilia-Romagna superiore alla media nazionale, con prospettive di espansione anche nel 2026, attorno al +0,9% secondo Unioncamere e Regione.
Province in evidenza
A livello provinciale, la classifica della crescita vede ai vertici Varese (+1%), Bologna (+0,92%), Reggio Emilia (+0,91%), Biella (+0,90%) e Ravenna (+0,89%). Sei delle prime quindici province italiane per tasso di espansione si collocano lungo la storica via Emilia, rafforzando il ruolo del territorio nel panorama produttivo nazionale.
Un’Italia a due velocità
Nonostante la performance positiva del Nord-Est e del Centro-Nord, persistono marcati divari con il Mezzogiorno. Solo alcune province del Sud, come Caserta e Napoli, mostrano segnali di crescita, mentre Enna e Ragusa registrano addirittura previsioni di lieve contrazione.
Scenario nazionale
A livello macroeconomico, la Cgia ricorda che per il 2026 il PIL nazionale nominale dovrebbe superare i 2.300 miliardi di euro, con un aumento di circa 66 miliardi rispetto al 2025 e una crescita reale dell’ordine dello 0,7%. Tuttavia, le difficoltà strutturali dell’economia italiana — dalla produttività alla capacità di attrarre capitale umano — restano un freno alla piena competitività sul fronte europeo e globale.
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