Luca Ledri: «Il mercato immobiliare veronese cresce ed è attrattivo per famiglie e investitori»
di Matteo ScolariIl mercato immobiliare veronese vive una fase positiva e strutturata, sostenuta da una domanda costante, da un territorio diversificato e da un forte interesse sia per l’abitazione principale sia per l’investimento. A tracciarne il quadro è Luca Ledri, titolare dell’agenzia Immobiliare Ledri, intervenuto a Focus Verona Economia durante la settimana dedicata al settore immobiliare ed edilizio.
Ledri, la sua agenzia nasce nel 2016. Come è entrato nel mondo dell’immobiliare?
Mi sono avvicinato a questo mondo quasi per scherzo, in uno di quei momenti della vita in cui si sta pensando a cosa fare e come cambiare. Ho mandato uno dei tanti curriculum, ho partecipato a un percorso di selezione e sono stato scelto. Ho iniziato in un’agenzia di Borgo Milano, dove per un paio d’anni ho cercato di capire, conoscere e formarmi. Nel 2016 ho poi aperto la mia agenzia in centro a Verona.
È stato semplice decidere di aprire una propria attività imprenditoriale?
I miei più cari amici mi davano del folle. Non era un bel momento per l’immobiliare e quindi è stata una vera scommessa. Mi ci sono buttato a piedi pari, mi sono impegnato molto, ho studiato e mi sono formato. Direi che la scommessa è stata vinta, me lo dicono i clienti.
Che momento sta vivendo oggi il settore immobiliare?
Il momento è buono. Per dare qualche numero: nel 2014 in Italia si sono vendute poco più di 450 mila abitazioni, oggi siamo vicini alle 800 mila. Questo percorso di crescita ha avuto solo un piccolo rallentamento nel 2020, l’anno del Covid, soprattutto per motivi burocratici legati ai mesi di stop. La tendenza positiva però è proseguita.
E Verona come si colloca in questo scenario?
Verona sta andando molto bene. Un dato della scorsa settimana, riferito al terzo trimestre 2025, dice che dopo Milano è la città che ha avuto la maggiore crescita in tutta Italia.
La provincia di Verona è molto eterogenea. Come incide questa diversità sul mercato?
È una grande ricchezza. Abbiamo il centro storico, il Lago di Garda, la pianura, la Lessinia, l’est veronese: ogni area ha caratteristiche diverse. Il mercato funziona bene ovunque perché dove una zona è economicamente meno ricca, spesso permette di acquistare una casa più grande, magari nuova o con il giardino, che in zone più centrali non sarebbe accessibile.
Negli ultimi anni i prezzi sono cresciuti. Quali sono le principali cause?
I fattori sono fondamentalmente due. Da una parte il Superbonus 110%, che ha fatto salire i prezzi dei materiali. Dall’altra una domanda molto alta: da circa dieci anni la richiesta è superiore all’offerta e questo porta naturalmente a un aumento dei prezzi. Va anche detto che arrivavamo da un crollo dei valori intorno al 2010, quindi la crescita attuale è stata anche una risalita fisiologica.
A Verona si acquista più per abitazione o per investimento?
Circa il 60-70% degli acquisti riguarda la cosiddetta prima casa, che spesso è un cambio casa legato alla crescita della famiglia o a migliori possibilità economiche. Gli investitori però sono numerosi, perché il mercato delle locazioni è molto contratto e le rendite sono aumentate. Verona è una città turistica, attrae lavoratori e studenti universitari, quindi l’investimento immobiliare resta molto redditizio.
La figura dell’agente immobiliare è spesso sottovalutata. Quanto conta la professionalità?
Conta moltissimo. Questa non è una professione che si improvvisa. Serve un percorso formativo, un esame in Camera di Commercio e soprattutto un’etica professionale. Purtroppo l’abusivismo esiste, ma la situazione sta migliorando. Chi opera in questo settore accompagna spesso le persone nell’investimento più importante della loro vita e questo comporta grandi responsabilità.
Il digitale ha cambiato il modo di lavorare delle agenzie?
Assolutamente sì. Io sono una persona timida e all’inizio non amavo comparire in foto o video, ma oggi viviamo in un’epoca completamente digitale. I social non servono solo al marketing, ma anche all’informazione. Sento una forte responsabilità nel comunicare correttamente diritti, obblighi e normative, perché il tema della casa è complesso e delicato.
A settembre festeggerete i dieci anni di attività. Come immagina il futuro?
Mi auguro di migliorare sempre. Ogni giorno dedico tempo alla formazione mia e del mio team. La mia missione è aiutare le persone, anche chi decide di reinventarsi professionalmente. Ho collaboratori che arrivano da mondi completamente diversi e che hanno trovato in questo lavoro una seconda opportunità. Al momento non è previsto aprire nuove sedi, ma mai dire mai. L’obiettivo resta continuare ad aiutare le persone, anche solo con una consulenza gratuita.
Un consiglio a un giovane che vuole avvicinarsi a questo settore?
Curiosità ed empatia sono fondamentali. È un lavoro impegnativo e non semplice, ma è bellissimo e dà grandi gratificazioni umane. Serve passione, pazienza e voglia di imparare continuamente. È una strada che consiglio.
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