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Turismo e Olimpiadi: Verona guarda al 2026 come occasione di sistema

di Matteo Scolari
Dalla funivia di Malcesine agli alberghi del Garda, fino alla pianificazione cittadina: la 21ª Settimana Veronese della Finanza ha messo in dialogo operatori e istituzioni su come trasformare Milano-Cortina 2026 in un’eredità duratura per il territorio.

La chiusura della 21ª Settimana Veronese della Finanza, Economia e Lavoro, dedicata a Turismo e Olimpiadi, ha offerto una fotografia chiara: Verona e il Garda si stanno muovendo con consapevolezza verso il 2026, pronti a cogliere la sfida di Milano-Cortina come opportunità di crescita condivisa.
Sul palco, rappresentanti del mondo istituzionale, economico e turistico hanno messo a fuoco i punti chiave di un percorso che intreccia mobilità, accoglienza, sostenibilità e cultura.

Dal Baldo al lago, turismo che unisce i territori

Il primo a intervenire è stato Mario Marino, direttore generale di Funivie di Malcesine Monte Baldo, che ha ricordato come l’impianto rappresenti «un’eccellenza internazionale, visitata ogni anno da oltre 500mila persone».
Marino ha illustrato gli investimenti in corso — dalle nuove cabine rotanti alla manutenzione ventennale — e ha insistito sull’esigenza di fare rete tra attrazioni gardesane, da Gardaland al Parco Sigurtà: «Non possiamo limitarci a lavorare da soli: dobbiamo collaborare per valorizzare il territorio come un unico sistema».

Mario Marino.

Un messaggio ripreso da Mattia Boschelli, direttore di Federalberghi Garda Veneto, che ha tracciato il bilancio di una stagione «molto positiva, con oltre quattro milioni di presenze alberghiere» e un territorio sempre più maturo.
Boschelli ha sottolineato il valore della formazione e della sicurezza, ricordando il progetto “Save a Life” che punta a rendere il Garda «la prima sponda cardioprotetta d’Italia entro il 2028».

Mattia Boschelli, direttore Federalberghi Garda Veneto.
Mattia Boschelli.

Sulla stessa linea Ivan De Beni, presidente di Federalberghi Garda Veneto, ha definito le Olimpiadi «una vetrina mondiale, capace di proiettare il Garda e Verona in tutto il pianeta». De Beni ha posto l’accento sull’importanza di migliorare continuamente la qualità dell’accoglienza e sui progetti di educazione alla sicurezza in montagna e sul lago: «Le Olimpiadi sono uno stimolo per innovare e per farci trovare pronti».

Ivan De Beni.

Verona città olimpica: la visione delle istituzioni

Dal Garda alla città, il testimone è passato a Luca Caputo, direttore della Fondazione Destination Verona & Garda, che ha definito Milano-Cortina «un’occasione storica» per costruire una legacy duratura: «Non conta solo l’evento, ma ciò che resterà dopo. Dobbiamo lavorare su dati, pianificazione e collaborazione, per far sì che Verona diventi un modello di destinazione sostenibile e organizzata».
Caputo ha ricordato la necessità di un «turismo gestito con visione di lungo periodo», fondato su strategie condivise e strumenti digitali di analisi dei flussi.

Luca Caputo, direttore Verona&Garda Foundation
Luca Caputo.

Un approccio condiviso da Marta Ugolini, assessora alla Cultura e al Turismo del Comune di Verona, che ha parlato di responsabilità collettiva: «Le Olimpiadi ci chiedono di mostrarci all’altezza del nostro patrimonio. È un’occasione per migliorare l’accessibilità, coordinare i servizi e rafforzare la collaborazione con gli operatori. Dobbiamo far sì che la città sia pronta ad accogliere e orgogliosa di mostrarsi al mondo».

Marta Ugolini.

Alessandro Tapparini, vicepresidente di Federalberghi Verona e provincia, ha posto l’attenzione sul turismo congressuale e sostenibile, da considerare «una leva strategica per la destagionalizzazione». Ha richiamato la necessità di una regolamentazione equilibrata delle locazioni turistiche e ha ribadito il valore della sicurezza urbana come fattore competitivo per la reputazione della città: «Il turismo va orientato, non lasciato al caso».

Alessandro Tapparini.

Il racconto culturale dei Giochi

La dimensione culturale è stata affidata alle parole di Stefano Scherini, attore e codirettore artistico del progetto “Sesto Cerchio”, promosso dalla Fondazione Milano Cortina 2026. «I cinque cerchi olimpici rappresentano i continenti, il sesto rappresenta le comunità», ha spiegato. «È il cerchio delle persone, dell’incontro, dell’arte. Portiamo lo spirito olimpico nelle città attraverso teatro, danza e narrazione, perché la partecipazione è la vera eredità dei Giochi».

Stefano Scherini.

Un’eredità comune

Dalla montagna alla pianura, dal turismo culturale all’ospitalità, gli interventi della Settimana Veronese della Finanza hanno delineato una visione condivisa: le Olimpiadi non devono essere solo un evento, ma un’occasione di crescita permanente per Verona e per il suo territorio.
L’impegno, come ha ricordato più volte Luca Caputo, sarà quello di trasformare il “caos” del turismo in un sistema organizzato e cooperativo, capace di valorizzare risorse, professionalità e identità locali.
E come ha sottolineato Marta Ugolini, la sfida più grande sarà «fare in modo che la città funzioni bene per chi la visita perché funziona bene, prima di tutto, per chi ci vive».

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