Imprese del Nord Est protagoniste dell’M&A Forum
di Giorgia PretiIl Nord Est, con le sue imprese, resta al centro della scena dell’attività di fusioni e acquisizioni (M&A) in Italia. Lo rivelano i dati di Adacta Advisory, presentati durante la quinta edizione dell’M&A Forum Nord Est, realizzato in collaborazione con Banca Generali Private. Di fronte a una platea di oltre 150 imprenditori, professionisti, private banker, advisor finanziari e rappresentanti di Sgr, fondi di private equity e di investimento, sono state approfondite le trasformazioni in atto nel mondo delle operazioni straordinarie.
Negli ultimi dodici mesi, sulle 1.331 operazioni di M&A che hanno coinvolto come target o acquirente un’impresa italiana (un numero sostenuto e stabile rispetto agli ultimi 5 anni), ben 231 (il 17%) hanno visto protagonista un’azienda del Nord-Est. Di queste, 24 operazioni, oltre il 10%, sono state acquisizioni all’estero da parte di un’azienda del Triveneto, mentre tra i settori, primeggia il comparto industriale (37%), seguito dai servizi (20%) e dalla tecnologia (14%).
Nella cornice della nuova sede Masi Agricola di Sant’Ambrogio di Valpolicella, sono state esplorate le direttrici evolutive e le opportunità emergenti per investimenti, acquisizioni e consolidamenti strategici. Ampio spazio anche all’esperienza di alcuni imprenditori protagonisti di recenti operazioni di M&A.
L’evento ha permesso anche di approfondire in particolare il crescente ruolo del private banking come ponte tra il mondo delle imprese e quello della finanza. Un rapporto fondato sulla fiducia e sempre più cruciale per orientare le scelte di chi guida la crescita delle imprese e la cui esperienza è stata portata da Banca Generali Private e Intermonte SIM, attraverso gli interventi di Marco Bernardi, Vicedirettore Generale di Banca Generali, Rodolfo Lomelina, Sales Manager Nord-Est di Banca Generali, Leandro Bovo, Head of Wealth & International Advisory di Banca Generali e Fabio Pigorini, Ad della Divisione Investment Banking di Intermonte. Sono stati approfonditi i driver “tradizionali” delle operazioni di M&A, come passaggio generazionale, riorganizzazione della compagine societaria, necessità di capitali per la crescita, oltre alle strategie operative e di allocazione del patrimonio dopo le operazioni di M&A.
«Sempre più famiglie e imprenditori chiedono ai nostri professionisti di affiancarli e accompagnarli nel percorso di crescita delle loro aziende, grazie al rapporto fiduciario pienamente allineato agli obiettivi di chi guida l’impresa. È un ruolo che sentiamo come una missione, perché crediamo che la protezione del patrimonio degli imprenditori non possa prescindere dalla tutela e dalla crescita dell’azienda. I nostri professionisti si stanno affermando come un punto di riferimento d’eccellenza per famiglie e imprese, grazie al costante lavoro sul territorio e a una sempre maggiore expertise specialistica a supporto delle imprese. In questo percorso da inizio anno possiamo contare sui colleghi di Intermonte, che con 30 anni di esperienza al servizio delle PMI italiane possono incrementare notevolmente il livello del servizio, in un modello sinergico di convergenza strategica tra private banking e investment banking», ha commentato Marco Bernardi, vicedirettore generale di Banca Generali.
«Per crescere o affrontare il tema della continuità generazionale, le aziende devono a volte affrontare dei momenti di discontinuità aprendo il capitale a fondi di private equity o valutando la quotazione in Borsa – afferma Fabio Pigorini -. In Italia oggi, in contro tendenza rispetto ad un rallentamento globale soprattutto dei grandi deal, il mercato delle operazioni di M&A si conferma solido: il mid market resta particolarmente vivace grazie a un tessuto di piccole e medie imprese che rappresentano l’eccellenza e la vera spina dorsale del nostro Paese. Il Nord Est, in particolare, offre moltissimi esempi di aziende eccellenti, capaci di innovare e competere sui mercati internazionali. Stiamo registrando un interesse crescente da parte dei fondi di private equity verso queste realtà. Allo stesso tempo, prevediamo una graduale ripresa delle IPO: riteniamo infatti che dal 2026 il mercato delle quotazioni tornerà ad aprirsi, sostenuto da un rinnovato interesse degli investitori istituzionali verso il segmento delle mid e small cap italiane. Questi fattori delineano uno scenario in cui le imprese del nostro territorio possono cogliere opportunità decisive per rafforzarsi, crescere e competere, valorizzando le eccellenze che contraddistinguono il Nord Est».
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