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Verona tra le regine del rendimento: il “mattone” rende 6,7% in città

di Matteo Scolari
La crescita dei canoni e la domanda costante di alloggi rendono la città scaligera un mercato immobiliare particolarmente dinamico, dove l’investimento garantisce non solo redditività immediata ma anche prospettive di rivalutazione nel medio periodo.

Crescono i canoni e torna competitivo l’investimento “brick&rent”: nelle grandi città il rendimento annuo lordo di un bilocale da 65 mq sale al 5,8%, con Genova al 7,6%, Palermo al 7,2% e Verona al 6,7%, sul podio nazionale. La quota di acquisti per investimento pesa il 18,4% delle compravendite affiliate Tecnocasa (era 19,5% un anno fa), con Napoli prima per incidenza (39,3%). L’analisi considera esclusivamente locazioni di lungo periodo, non stagionali.

L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa segnala che l’incremento dei rendimenti è legato soprattutto all’aumento dei canoni registrato nell’ultimo anno. Per Verona – dove domanda studentesca e lavoratori in arrivo si intrecciano con aree in riqualificazione e un’offerta di servizi in espansione – il 6,7% conferma la città come piazza attrattiva per chi cerca reddito da locazione. È un dato che supera la media nazionale e riduce il gap con mercati storicamente più “generosi” come Genova e Palermo, restando al contempo nettamente sopra a Milano (4,6%) e Firenze (4,4%), a dimostrazione di un rapporto prezzo/canone particolarmente favorevole sul nostro territorio.

Il mattone, sottolinea ancora l’analisi, è scelto dagli investitori non solo per il flusso di cassa ma anche per la rivalutazione del capitale: dal 1998 al 2024 nelle grandi città italiane i prezzi sono saliti in media del 51,5%, con Milano a +140,3 e Firenze a +82,7. Per Verona il quadro dei rendimenti in crescita e dei canoni in accelerazione si inserisce in un contesto dove l’attenzione si concentra su zone servite, vicine agli atenei e interessate da interventi di rigenerazione urbana, leve che tendono a sostenere sia l’occupazione degli immobili sia la loro prospettiva di rivalutazione nel tempo.

Per gli investitori veronesi il messaggio è chiaro: con canoni in ripartenza, vacanza contenuta nelle aree più richieste e un differenziale di resa rispetto a diverse metropoli italiane, l’asset immobiliare locale resta tra i più efficienti per generare reddito, a condizione di una corretta selezione di quartiere, taglio e qualità dell’immobile. In un mercato dove le compravendite a finalità d’investimento rappresentano ancora quasi un quinto del totale, Verona si conferma una piazza solida per strategie buy-to-let orientate al medio-lungo periodo.

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