Mediobanca, sfuma l’acquisizione di Banca Generali: l’assemblea dice no all’ops
di Matteo ScolariÈ arrivato un secco stop dall’assemblea degli azionisti di Mediobanca al progetto di acquisizione di Banca Generali. L’operazione, predisposta con un’offerta pubblica di scambio, ha raccolto solo il 35% di consensi tra il capitale sociale, insufficienti a farla approvare. A schierarsi contro è stato l’azionista Francesco Gaetano Caltagirone, mentre hanno scelto la via dell’astensione i pesi massimi Delfin (famiglia Del Vecchio), Edizione (Benetton) e Unicredit.

Il risultato del voto, espresso tramite il rappresentante designato, ha registrato il 10% di voti contrari e il 32% di astensioni, portando Mediobanca a dichiarare decaduta l’offerta su Banca Generali.

Immediato il commento dell’amministratore delegato Alberto Nagel: «Desidero ringraziare tutti coloro che in questi anni hanno creduto e sostenuto il processo di forte crescita e trasformazione di Mediobanca e che hanno supportato l’operazione Banca Generali come ulteriore e definitivo tassello nella creazione di un Wealth Manager di respiro internazionale. Un’opportunità mancata per effetto del voto espresso, in particolare, da azionisti che, anche nell’attività di engagement, hanno manifestato un evidente conflitto di interesse, anteponendo quello relativo ad altre situazioni/asset italiani a quello di azionisti di Mediobanca; risulta, infatti, evidente dal voto che coloro i quali non si sono trovati in questa posizione si sono espressi a favore (mercato in primis), in linea con le raccomandazioni dei proxy advisors internazionali. Si tratta chiaramente di un’opportunità, per ora, mancata per lo sviluppo della nostra Banca e del sistema finanziario italiano. Continueremo ad essere concentrati sull’esecuzione del nostro Piano “One Brand – One Culture” convinti della superiore generazione di valore rispetto all’alternativa rappresentata dall’offerta di MPS».
Ora l’attenzione del mercato si concentra sull’offerta promossa da Monte dei Paschi di Siena, tuttora aperta fino all’8 settembre, che potrebbe cambiare gli equilibri del settore bancario italiano.
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