PID Veneto: 190 PMI coinvolte nella doppia transizione digitale e sostenibile
di Redazione«In Veneto la politica si divide in due grandi blocchi: quello di chi ritiene che piccolo non sia assolutamente bello, e chi invece crede fortemente in un modello di sviluppo che coniughi innovazione e radicamento territoriale. Le pmi venete hanno dimostrato, in particolare negli ultimi anni, una capacità di resistere e rinnovarsi davvero straordinaria, nonostante la crisi economica, nonostante la pandemia, nonostante l’aumento dei prezzi delle materie prime. Noi siamo assolutamente consapevoli che la dimensione delle nostre imprese possa essere una fragilità, ma la risposta che diamo è sostenerle nel processo innovativo e nella digitalizzazione per consentire loro di essere competitive, in sinergia tra istituzioni, università e sistema camerale. Siamo riusciti a fare dei piccoli miracoli, abbiamo messo a terra milioni di euro per le nostre imprese, e questo fa ben sperare anche per il futuro»
Venerdì a Marghera l’assessore regionale Roberto Marcato ha presenziato alla presentazione dei risultati del progetto “PID Veneto” di fronte al Consiglio di Unioncamere e ai rappresentanti degli Atenei veneti.
I due bandi di selezione del “Percorso di Trasformazione digitale e sostenibile delle PMI Venete” hanno coinvolto in totale 190 aziende (74 per il primo avviso e 116 per il secondo appena chiuso). Il progetto è stato cofinanziato dalla Regione nell’ambito della convenzione PMI che, tra le varie attività, include lo svolgimento di programmi formativi e informativi in favore delle aziende sulle iniziative regionali e sui programmi europei da attuare tramite Eurosportello del Veneto. Cinque sono le azioni previste dalla convenzione, la seconda delle quali, denominata “Azione 2 – Progetto PID Veneto: trasformazione digitale delle PMI nello scenario della doppia transizione”, ha l’obiettivo di supportare le PMI delle principali filiere nei processi di trasformazione digitale e sostenibile, creare cultura diffusa sul digitale a servizio della transizione gemella, mappare il livello di maturità delle imprese del territorio.
Per questa azione la Regione del Veneto ha stanziato un budget di 200mila euro mentre Unioncamere ha previsto un investimento di un milione 100mila euro.
Il progetto ha coinvolto attivamente le Camere di Commercio regionali tramite i Punti Impresa Digitale (PID) e le Università di Padova, Venezia e Verona in un’articolata attività di ricerca scientifica integrata a sostegno delle imprese locali. Grazie alla sinergia tra ricerca universitaria e tessuto produttivo locale, il progetto ha creato un modello che ha permesso di coniugare rigore scientifico e operatività, valorizzando il know-how universitario nella costruzione di percorsi formativi e di consulenza su misura per le imprese.
«Sono soddisfatto per il successo del progetto – conclude Marcato -. Questo testimonia quanto sia forte l’interesse delle nostre imprese, per oltre il 90% pmi, per la transizione digitale, ormai imprescindibile in un contesto di trasformazione e innovazione come quello che stiamo vivendo. Innovare significa progredire, crescere, fare reddito. La Regione anche in questo caso vuole sostenere le imprese, soprattutto le più piccole, per far sì che abbiano gli strumenti adatti per crescere e affrontare qualsiasi contingenza».
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