Ue boccia il Golden Power su UniCredit-Banco BPM: Palazzo Chigi ha 20 giorni per rispondere
di Matteo ScolariPoche ore fa stata ufficializzata la lettera della Commissione europea inviata al Governo italiano, che contesta la legittimità del Golden Power applicato all’acquisizione di Banco Bpm da parte di UniCredit, evidenziando potenziali violazioni dell’articolo 21 del Regolamento Ue sulle concentrazioni. Il testo integrale, citato da Giovanni Pons su Repubblica, sostiene che “violato l’articolo 21” e che se non perverranno «spiegazioni forti» entro 20 giorni – ovvero entro il 4 agosto – il “prossimo passo è la revoca” del decreto.
Il provvedimento italiano, datato 18 aprile, imponeva a UniCredit di uscire dalla Russia e mantenere specifici parametri post-fusione, misure giudicate «appropriate, proporzionate e non discriminatorie» ammissibili solo entro un quadro compatibile con le regole Ue. Bruxelles, tuttavia, ha rilevato che tali condizioni – tranne l’uscita dalla Russia – risultano “carenti di motivazione” e non inoltrate a Bruxelles prima dell’attuazione.
La nota precisa che l’Italia risponde “con spirito collaborativo e costruttivo”, dopo che il Tar del Lazio, lo scorso 12 luglio, aveva già annullato due delle quattro prescrizioni – relative ai rapporti loan‑to‑deposit e ai portafogli di project finance – confermando invece l’obbligo di uscita dalla Russia.
Sul fronte politico interno, il vicepremier Matteo Salvini ha replicato con durezza: «La Ue non rompa le scatole su balneari, spiagge, motorini, auto elettriche e banche», mentre il governo assicura che risponderà nei termini.
Sul fronte economico-finanziario, il deal da circa 14–16 miliardi di euro– con scadenza al 23 luglio per la scadenza dell’offerta – resta appeso a un filo tra rivisitazioni legislative, incertezze sulle motivazioni e la possibilità concreta che Bruxelles ordini il ritiro del decreto italiano prima del closing.
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